79 XIII: « Liber cartolarli de arte notarie». La legatura apparisce contemporanea allo scritto, o di poco posteriore. La scrittura è verticale e presenta i caratteri di una calligrafìa corsiva da notaio, quantunque nei primi fogli la mano si sostenga un po’ più calligrafica. La penna scrive a tratti staccati molto verticali. Le aste lunghe si addolciscono in fine curvandosi. La d è costituita da due tratti, uno curvo ed un altro obliquo in alto. La g ha 1’ occhiello inferiore aperto, anzi la gamba, invece di fare la curva per chiudersi, si sviluppa orizzontalmente. Le abbreviazioni sono numerose ed uguali a quelle che s’incontrano nelle carte notarili dello stesso scrittore Ugerio e nelle carte padovane di quel tempo. Tra la scrittura del codice e quella delle carte dello stesso Ugerio v’ è qualche differenza nella regolarità. E ciò è logico in quanto questo codice è scritto a mano più posata ohe non le carte scritte « cur-renti calamo », senza riguardo alla calligrafìa. Il codice è fornito di numerose iniziali in rosso e turchino. Sono interessanti le forme dell’ornamentazione di queste iniziali, perchè ci aiutano a caratterizzare lo stile padovano. Tale ornamentazione è semplicissima, costituita di due o tre linee che si spezzano talvolta per compiere un piccolo semicerchio a merlo, o s’incurvano facendo una sagoma ad s, continuando poi in linea retta. Questa è una caratteristica propria della ornamentazione padovana, che s’incontra particolarmente nei codici scritti presso la Cattedrale. Codice B. 50 della Biblioteca Capitolare di Padova Codice membranaceo di cc. 89 divise in 9 quaderni di 10 carte ciascuno, escluso il nono che ne ha nove. Le carte sono rigate con l’inchiostro della stessa scrittura, seppia giallognolo. La scrittura e la musica sono a righe alternate. Il rigo musicale è composto di quattro linee, delle quali una è tracciata più leggermente e la seconda, incominciando dal basso, è segnata in rosso. Da c. 61 a c. 68 non c’è musica e la scrittura è molto chiara, ma assai pesante. Incipit: «Eterne rerum Conditor ». Explicit: «Tibi omnes Angeli tibi celi et terre...». Questo codice contiene una raccolta di vecchi inni dei quali non vi è alcuna traccia nè nel Rito Patriarchino, nè nel Rito Francescano « secundum consuetudinem romanae curiae ». Se ne incon-