32 lappare una biblioteca presso la Chiesa forse iniziata da quella donazione di Uberto (x). Dobbiamo tener presente che quel chierico Isidoro che scrisse P Evangeliario del 1170 era forse un mansionario della Chiesa come lo era Giovanni da Gaibana che nel 1259 scrisse un magnifico Epistolario ed altri libri ancora per la Chiesa Padovana (2), e tale fu certamente lo scrittore dell’«Ordinarius saec. XIII ». Questo ci fa pensare che nell’ istituzione di quattro mansionari nella Cattedrale, istituzione avvenuta per opera del vescovo Giordano nel 1218 (3), fosse data ad essi anche la mansione di scrivere i libri necessari alla chiesa. Ed era facile quindi che quei sacerdoti mantenessero una tradizione stilistica. Numerosi sono i codici di origine padovana e che si possono ritenere scritti nel primo trentennio del 1200. In essi le abbreviazioni divengono più numerose e la scrittura acquista la forma completamente gotica. Seguendo le caratteristiche della scrittura in uso presso la chiesa le lettere sono ampie, squadrate e ben marcate, qualche volta un po’ rozze, qualche altra assai eleganti, a seconda che i codici sono più o meno accurati. Il codice 561 della Biblioteca Universitaria di Padova conserva assai le caratteristiche osservate nei codici 1047 della stessa biblioteca e 423 della Biblioteca del Seminario, specialmente nella ornamentazione che è fatta con gli stessi elementi e gli stessi colori. Assai accurato è il codice cl. 3 n. 30 (2741) della Biblioteca Nazionale di Venezia proveniente dal monastero di S. Bartolomeo di Vicenza ma che senza dubbio è di origine padovana, tanto sono patenti le caratteristiche che ivi riscontriamo e che si osservano anche nell’ « Ordinarius » citato. Esso si lega al codice lat. cl. I. n. 52 (2191) della stessa Biblioteca Marciana, dove si nota una scrittura regolare un po’ svelta, con quegli s continuamente prolungati sotto la riga, che erano comuni nelle carte private padovane dello (1) Scarabello N., Della Biblioteca del Capitolo di Padova, Memoria Padova 1839, pag. 2. Bibliotecae Patavinae manuscriptae publicae ac privatae quibus diversis scriptores hactenus incogniti recensentur ac illustrantur studio et opera 1. Philippi Tommasini, Utini, N. Schiratti 1639, p. 1. (2) Katterbach, Le miniature dell’ Epistolario di Padova del 1.259, Roma Danesi 1932. (3) Dondi Dall’Orologio, Dissertazioni sopra l’istoria Ecclesiastica Padovana, cit. Diss. VII doc. XII, 16 ottobre 1218 pag. 15.