78 trattò diffusamente allorquando lo pubblicò Í1), lo dice compilato da Corradino nell’ anno 1223 e afferma che quell’ unica redazione che di esso ci rimane è posteriore a questa data. Pure credendo che il formulario sia stato compilato nel 1223, perchè in esso è ricordato il podestà di quell’ anno, Guido da Lan-driano, non possiamo negare che la redazione di Ugerio sia pure di quell’ anno. L’ultimo foglio del formulario c. LXXVIIv dice: «Explicit cartularius magistri Corradini sapientissimi et buni notarii et viri. Qui scripsit seribet semper cum domino vivat Vivat in celis Ugerius notarius in nomine felix Qui scripsit hoc librum colocetur in paradisum Laus sit tibi Christe quem librum esplicit iste. Cúrrente anno domini nostri Iesu Christi millesimo ducentésimo vigésimo tercio. Iudic. undecima die X exeunte septembri hoc opus expletum fuit, inter nonam et vesperas in vigilia S. Mathie Apostoli die mercurii etc. Explicit liber cartularii (Vivat in) cellis Ugerius in nomine ...... Tutte queste note dell’ ultima pagina sono certamente aggiunte dallo scrittore Ugerio, compresa la data che indica la fine della scrittura e non della composizione di Corradino. Infatti non crediamo che Ugerio avrebbe posposto la data dell’ autore alla sua firma in versi, chè sarebbe assurdo. Può darsi invece che Corradino non distendesse 1’ opera diretta-mente su quaderni, ma su carte sparse o su avanzi di pergamene che poi passava ad Ugerio, il quale la distendeva in questo codice e quindi la data finale servirebbe per la compilazione e per la scrittura. Il codice misura mm. 175 per 125; è composto di 77 carte scritte su una colonna di 21 righe. In principio ed in fine ha un foglio di guardia contenente brani di materia legale. È rilegato in assicelle coperte di cuoio bianco con piccole borchie agli angoli, ora scomparse. Si chiude con una strisciolina di pelle bianca ed un fermaglio di ottone. Sul fronte vi sta un tassello di pergamena su cui è scritto in caratteri gotici maiuscoli del secolo (1) Roberti M., Un formulario inedito di un notaio padovano del 1223, in Memorie del R. Istituto Veneto di Se. Lett. ed Arti. Voi. XXVI n. 6, Venezia 1906.