77 « Il giorno 5 ho presieduto il consesso nazionale che si intitola alla duplice qualifica italo-jugoslavo. « Nelle mie comunicazioni non ho mai riconosciuto questa confusione di poteri e mi sono sempre diretto al comitato nazionale, ed anche in questa seduta ad esso solo ho rivolto la mia parola per quanto avessi ordinato che tutti i membri del comitato, a qualsiasi religione o partito appartenessero, fossero presenti. Essi infatti giunsero al completo. « Esposi in modo chiaro che il Governo d’Italia aveva preso possesso dell’isola e non di frazioni politiche, e che intendevo che tutti i cittadini di Lussino che erano investiti di mandato, fossero sempre presenti alle riunioni plenarie e che non intendevo ricevere petizioni e comunicazioni separate di partiti. « Indirizzai la loro attività verso la preparazione di un programma economico, edilizio, amministrativo, da presentarsi alle autorità statali delegate per l’avvenire, richiamandoli alla necessità della concordia per la pace e la tranquillità dell’isola. « Il comitato nazionale ora siede regolarmente, presieduto a turno dal capo della frazione italiana e dal capo della minoranza jugoslava. « Ho suggerito la organizzazione di una guardia nazionale efficiente e le cose sono ora indirizzate in tal senso. « A proposito di impiegati statali segnalo a V. S. la presenza a Lussino di impiegati ancora appartamenti al personale amministrativo, ad esempio poste, telefoni, telegrafi, guardie forestali, demanio, capitaneria, ecc. « Ritengo necessario che tali individui debbano essere immediatamente sostituiti ed allontanati. « Esiste ancora, in una propria villa verso Val di Sole, sotto Cigale, il sig. Wiessenbach, già capitano distrettuale, che sarebbe opportuno fosse invitato ad allontanarsi. Già l’avrei fatto se i mezzi occorrenti mi fossero stati forniti. « Ultimata la presa di possesso dell’isola e l’innalzamento della bandiera nazionale sugli edifici dei comuni e sottocomuni elencati, ho iniziato il disarmo della rimanenza della guarnigione, sistemata in paese ed appartenente alla compagnia della difesa costiera. <( I componenti di questa compagnia, composta in buona parte di italiani, istriani e dalmati e di circa 25 polacchi erano soprannominati della compagnia dei bolscevik. (( Essi avevano già decretata l’abolizione delle autorità, non facevano più guardia, si erano costituiti in comitato dei soldati ed erano sospetti di furto in viveri e di disturbi alle popolazioni, quantunque io non sia ben certo che i provocatori jugoslavi non si servissero delle gesta di quei pochi per mantenere desta l’apprensione in paese.