248 goslavo che ha preso la direzione dei servizi civili e militari. Essi dichiarano che la Nazione jugoslava attende con impazienza che i governi dell’Intesa mandino subito dei rinforzi per aiutare il nuovo Governo ed organizzare i servizi interni. Dicono che il paese di Zuri è calmo e che ha accolto con giubilo la fine della guerra, ma più ancora di essersi liberato dal giogo austriaco. « Avendo offerto dei viveri, i membri del comitato da principio declinano l’offerta per tema di disordini, ma poi li accettano forse perchè la notizia si sparge fra la popolazione che se ne dimostra molto avida. « La popolazione di Zuri è composta di circa 600 persone. Le condizioni sanitarie sono buone, difettano viveri, indumenti e medicinali. Non vi sono scuole. Per i servizi sanitari, come per tutto, Zuri dipende da Sebenico, con cui comunica a mezzo di barche. Da Sebenico dipende il comune distrettuale di Zlarin (sede del podestà) da cui a loro volta dipendono le isole principali di Provicio, con due paesi; Capri, con un paese; Zuri, con un paese. In ciascun paese vi è un sindaco o capo villa. Le isole minori sono disabitate. « Durante la guerra c’erano a Zuri 70 militari, di cui 7 di marina, destinati alla stazione di vedetta sita sul monte a ponente del paese. Presso questa trovansi ancora due mitragliatrici (solo armamento dell’isola). Gli altri militari, sudili visi in due gruppi, erano dislocati sul monte Stupica dell’isola. « Telefono con Sebenico attualmente interrotto, il telegrafo funziona. Pare vi fosse anche una stazione r.t. attualmente smontata. « Capri,. — All’arrivo nel porto di Capri sono ricevuto dal capo villa e da alcuni pescatori con evidente simpatia. Nessun rappresentante del Comitato jugoslavo. La popolazione è molto indigente, il razionamento, già molto limitato in questi ultimi tempi, è diventato scarsissimo, tanto che la popolazione è costretta a nutrirsi di erbaggi, di pesce e di frutta. Con viva gioia ha accolto le provvigioni che io ho offerto. « L’isola non ha alcuna comunicazione con la terra ferma aH’infuori delle barche. Anche qui difettano, oltre i viveri, gli indumenti personali ed i medicinali. Non vi sono scuole. Nell’isola non vi era guarnigione. La popolazione si compone di circa 600 persone. Condizioni sanitarie buone. « Alla partenza del sommergible, la gente, riunita sul molo, ha salutato calorosamente, gridando Viva l’Italia. « Sono giunto in Ancona stamane alle ore 3,30. Il tenente di vascello comandante E. Mancuso ».