100 9 Novembre. « Nella mattinata il tenente del genio Famiglini prende possesso della centrale telefonica di marina e assume la sorveglianza della centrale telefonica della fortezza, per regolarizzare il servizio delle comunicazioni telefoniche che funziona malissimo, forse volutamente essendo le telefoniste tutte croate 0 tedesche. « Il tenente di vascello Savino, con reparti distaccati dai forti di Maria Luisa e Mussil, occupa i forti di Stoja, Ovina, Signole, Capo Compare. « Il tenente di vascello De Pisa distacca dalla sua compagnia, che è di guardia alla polveriera di Vallelunga, reparti, che prendono possesso delle stazioni di idrovolanti di S. Caterina, di Pontisella e di Cosada, presso le quali si sono verificati furti e manomissioni di materiali . « Altri furti e tentativi di saccheggio sono stati segnalati. Durante la notte sono stati sparati colpi di fucile contro località da noi occupate o poste sotto la nostra sorveglianza. E’ presa specialmente di mira la stazione r.t. e l’officina del gas a Venula. Si provvede per un più ampio servizio di pubblica sicurezza, in attesa dell’annunciato arrivo di altri carabinieri, reclutando personale italiano tratto dagli antichi gendarmi ». 10 Novembre. « La situazione si presenta sotto un aspetto non esente da preoccupazioni. S. E. l’ammiraglio Cagni pubblica un bando per il quale io assumo il comando militare della piazza di Poi a. « Dovendosi a mezzodì prendere possesso delle navi austriache Tegettìwff e Prinz Eugen, l’ammiraglio dispone perchè i marinai del Raggruppamento ed i soldati del 225° fanteria si tengano nella caserma pronti, in previsione di possibili dimostrazioni ostili da parte degli jugoslavi. Però tutti 1 militari disponibili a stento raggiungono qualche centinaio di uomini. « Intanto da Altura, da Pomer, da Barbariga si richiede la sollecita occupazione delle opere militari site presso quelle località, poiché gli jugoslavi che le armano hanno fatto conoscere che le avrebbero subito abbandonate e che quindi le popolazioni avrebbero potuto devastarle. « Da Albona giunge una deputazione riferendo che sono scoppiati disordini presso le miniere di carbone ed invocando soccorsi. Invio colà solo mezzo plotone di fanti non avendo altra forza disponibile.