159 <( Altro reparto di fanteria, accompagnato dal comandante Aiello, si reca a prendere possesso del deposito di armi a Valle Galante e dei magazzini di artiglieria siti presso l’Arena. « Un terzo reparto di fanteria è inviato a guardia dei magazzini di sussistenza di Via Siana. « Finalmente una compagnia dello stesso battaglione di fanteria si reca in distaccamento a Dignano. « Nella mattinata prendo possesso dell’ufficio del comando militare della piazza. Il tenente di vascello austriaco, che mi aveva promesso la sua coacliuvazione nei primi giorni, non compare. « Cominciano a venire notizie di furti numerosi, di asportazioni di mobilio e bestiame e di devastazione di ville e di case isolate, di manomissioni di materiali presso le stazioni idrovolanti di S. Caterina e di Pontisella. « L’eleménto croato, agendo direttamente o indirettamente sobillando la parte più bassa della popolazione, incita al saccheggio e fomenta disordini. Il tenente dei carabinieri Mariano assume l’incarico della polizia militare della città. « Sono poste sentinelle di fanteria alle aperture dei reticolati che cingono la città e pattuglie di fanteria sorvegliano la cinta stessa. « Nel pomeriggio accompagno il capitano di vascello Todisco, comandante del S. Giorgio, alla presa di possesso dei forti di Punta Cristo, Torre Grosso e della polveriera di Val Maggiore e di Fisella. Tali opere sono affidate al personale della r. nave S. Giorgio. « Ufficiali della marina austriaca vengono a domandare protezione per un loro collega che sta per essere arrestato d’ordine del soviet della Prinz Eugen. L’ufficiale, dietro mia autorizzazione, trova con la famiglia ricovero nella nostra caserma, dove poco dopo giungono marinai armati per arrestarlo. Sono naturalmente cacciati via e minacciati in caso di insistenza, di essere invece essi stessi messi in prigione. « Sul tardi all’Ammiragliato ha luogo il convegno con i comandanti dei reparti delle varie nazionalità : tedesca, unghe rese, czeca, rumena, croata, polacca e bosniaca. Penso, durante la conferenza, di avere davanti a me i rappresentati militari dei pezzi del mosaico che costituiva il grande impero ormai sfasciato. <( Ottengo che siano messi a nostra disposizione la caserma Landwher, le scuole tedesche e parte della caserma di marina, facendole sgombrare dalle truppe slave. La cosa non è stata facile perchè tutti i reparti voglioni vivere a se, in altrettante caserme. « I carabinieri prendono l’antica caserma dei gendarmi di Monte Zara e vi si trasferiscono ».