81 « Intanto il piroscafo Bari aveva preso il posto lasciato vacante à&WEtna e le operazioni di scarico procedevano in modo da assicurare l’approntamento dei rimanenti piroscafi per la sera stessa. « Venne perciò deciso di fare partire alle ore 8 del 2 novembre il Bari, il Gianicolo e il Quirinale, di lasciare a S. Giovanni di Medua la 60 OL e i due mas (finche non fossero stabilite le comunicazioni r.t.), VRD 9 per proseguire le operazioni di dragaggio, ed il rimorchiatore Michele per le manovre dei piroscafi in porto. « Stabilito ciò, il sottoscritto, verso le ore 10,30, partiva con la Calipso alla velocità di 15 miglia, raggiungendo polstrada il convoglio 23 OS, ed arrivava a Durazzo verso le ore 14. « Ritengo mio dovere di segnalare particolarmente all’attenzione della S. V. l’opera compiuta in questa circostanza dai comandanti, ufficiali ed equipaggi, sia militari che mercantili, per rendere più sollecito lo sbarco in condizioni molto difficili ed avverse di tempo. Sotto una pioggia dirotta ed infradiciati, hanno continuato a lavorare alacremente anche nelle ore ilei pasto. Il capitano di vascello capo di stato maggiore G. Caccia ». Dal rapporto del comandante delle forze da sbarco a Medua, capitano di fregata Menicanti si rileva altresì: che lo sbarco del personale e del materiale fu eseguito con mare grosso e pioggia, a mezzo di una barca a vela, di una lancia, di un mezzo zatterone e dei piccoli battelli dei piroscafi ; che, non essendovi alcun punto atto allo sbarco di materiali, furono riattivati in fretta ed alla meglio i pontili austriaci bruciati completamente utilizzando le testate dei pali a fior d’acqua; che si dovette rifare il ponte sopra il torrente che traversa il paese e riattivare la ferrovia Decauville per lo sgombero sollecito dei materiali che'gremivano i pochi spazi liberi presso i pontili; che si dovette d’urgenza provvedere ai ricoveri per la gente, e dislocare parte del battaglione, per la vigilanza dell’ancoraggio, in posizione adatta.