— 94 — Monfalcoiie. (Dal “ Fairplay „ del 10 giugno 1915). L’entrata dell’Italia nel conflitto europeo induce ad esaminare le condizioni della sua rivale immediata, l’Austria, per quanto riguarda la marina mercantile, le costruzioni navali e gli interessi di entrambi gli Stati nell’Adriatico. Le sedi principali delle costruzioni navali dell’Aus-tria-Ungheria sono Trieste, Fiume, Monfalcone e Pola, in ragione di relativa importanza. Per le costruzioni della marina mercantile primeggiano Trieste e Monfalcone, non avendo il cantiere di Ganz e Compagni |Danubius ITorAs) a Fiume fino dallo scoppio della guerra, dall’agosto scorso, condotta a termine alcuna costruzione di nave mercantile. Un piccolo cantiere per piroscafi da costa esiste a Lussinpiccolo ed un altro a Budapest per costruzioni fluviali : entrambi nel passato dettero abbondante produzione, specialmente per le maccbine. Un altro cantiere (diramazione dello Stabilimento Tecnico Triestino) produceva pure macchine a Linz sul Danubio. I porti principali di armamento della monarchia, sono Trieste, Fiume, Lussinpiccolo e Ragusa. L’attenzione pubblica è stata richiamata sulla città di Monfalcone del bombardamento di quel cantiere da parte delle navi italiane; si è detto che in quell’occasione due navi da guerra (destroyers) in costruzione siano state distrutti, mentre aeroplani distruggevano le officine elettriche e la stazione ferroviaria. Monfalcone sta in un punto che può dirsi quasi il confine austriaco del distretto del Friuli, su di un ter-