7o COMPENDIO CRONOLOGICO d’altre bestie sbranata, ne altra cosa impura entrò per la mia bocca. Aiutate, gli rispose il Signore, io vi do lo sterco di bue in luogo di f/uello eh’ esce dal corpo del-l’uomo, c voi ne porrete sul vostro pane ( Ezech. IV, i2, i5. ). Si tratta qui forse semplicemente dell’uso, al quale per diffalta di legna, gli arabi e qualche popolo della Francia meridionale ancora al dì d’oggi sono ridotti di far cuocere il lor pane cogli escrementi delle bestie diseccate al sole? Ma qual cosa avrebbe con ciò figurato il profeta? 5g2. L’anno terzo di Nabuecodonosor, sesto di Sede-eia, Dio trasporta in ¡spirito Ezechiele nel tempio, ove gli mostra tutte le abbominazioni che si praticano. Gli fa vedere un uomo in mezzo a sei altri, che segna con un Tau la fronte di quelli che gemono sugli scandali, e gli altri sei che nel tempio e nella città trucidano tutti quelli che mancano di questo contrassegno. ( Il Tau ultima lettera dell’ alfabeto ebraico, la quale risponde al T dei Greci, aveva al tempo di Ezechiele la figura di una croce, simbolo della croce di Gesù Cristo). Riavutosi dalla sua estasi, il profeta ne dà contezza ai compagni della sua cattività. Ma qualche tempo dopo olire loro uno spettacolo che dovette produrre in essi mol- lo più di sorpresa. Lo si vide di pieno giorno, dopo aver frettolosamente mangiato e bevuto, trasportar le sue suppellettili fuori della sua casa, come uomo che ne sloggia, e verso sera sostenuto sulle spalle di alcuni uomini col volto coperto di un velo per non vedere la terra, passare a traverso di una muraglia ch’egli avea traforata. Era questa l’immagine parlante del successo che aver doveva l’assedio di Gerusalemme, e della fuga del suo re. Gli Ebrei di Palestina, cui furono mandate queste azioni tipiche, ne compresero la significala; ma non per questo si ricredettero, riguardando i mali ch’esse annunciavano o come immaginarii, o come riserbati ad un tempo assai rimoto.