DELLA STORIA SANTA 43 RE DI GIUDA. laccato da male pericoloso che viene giudicato per un’ ulcera pestilenziale. Isaia viene ad annunciargli che ne morrà. Il santo re vedendosi senza erede si volge a Dio con fervide preci, le quali ottengono esaudimento. Isaia rientra nella stanza, e gli dichiara che Dio gli concede ancora quindici anni di vita. Per farnelo certo, il profeta fa retroceder di dieci gradi o linee l’ombra del quadrante di Achaz (1) ( Reg. IV, e RE D’ISRAELE. bù di Neftali, che, come lo attesta egli stesso, fu tratto a Ninive. Attaccato inviolabilmente alla vera religione cui avea seguito dalla sua infanzia, egli non ¡smentì punto se stesso nella sua prigionìa. La sua virtù gli fece trovar favore presso Salmanassar , che gli diede il posto di proveditore della sua casa. Sennacherib successore di Salmanassar essendosi dichiarato persecutore degl’israeliti, Tobia fece risplendere la sua I carità verso gli oppressi fra- (r) Questo quadrante nel lesto originale è chiamalo i gradi di Achaz, e nella parafrasi caldaica hi pietra delle ore. Era un quadrante solare con divisioni diverse dalle nostre, e simile a quelli allora in uso presso i Babilonesi ; essendo molto probabile che Achaz P abbia fatto costruire da qualche malematico della Caldea. E verameute gli Ebrei erano a quel tempo assai poco avanzali nell’ astronomia per poter inventare uua misura artificiale del tempo. Ea risposta cui diede Ezechia al profeta al suo uscire, di fare a suo grado o retrocedere od avanzare di dicci linee l’ombra sul quadrante, prova quanto questo principe stesso ignorasse la scienza. E jacile , die’ egti, che Combra avanzi di dieci linee, e non è ciò ch’io desidero venga fatto dal Signore; ma sì cK egli la faccia tornar indietro dì dieci gradi. E 1’ uua e l’altra cosa era egualmente difficile. Ma il miracolo, si dice, fatto in favore di Ezechia dovette produrre ì maggiori disordini. Infatti ha dovuto sconvolger per sempre tutto il corso degli astri, e particolarmente il momento degli eclissi di sole e di luna ; dovette insomma disorganizzare tutte le effemeridi^ u Questi timori son vani, « non vi fu alcuna divaricazione nel corso degli astri*, rimasero gli stessi gli « eclissi solari e lunari-, nè punto variarouo le effemeridi. A produrre questo « miracolo non fu già necessario di far rinculare il sole: una densa nuvola « posta rimpelto a quest’astro che ne riflettesse la luce sul luogo dond’era « venula, bastava a questa meraviglia, la quale fu appunto in tal modo ope-