472 CRONOLOGIA STORICA a motivo del gran circuito de’ suoi terrapieni. Eseguita questa demolizione il generale romano marcia contro Ti-granocerta, i cui abitanti si arrendono senza combattere, lo presentano di una corona d’oro, lo che frutta ad essi la preservazione della propria città, e di tutti i loro privilegi. Soggiogata P Armenia, Nerone ne dà lo scettro a Tigrane ( 60 dopo G. C. ). TIGRANE V. Tigrane era figlio di quell’Alessandro che fu messo a morte per ordine di Erode il grande suo padre; sua madre cniamavasi Glafira figlia di Archelao re di Cap-padocìa. Nerone accorda al nuovo re d’ Armenia ima guardia di mille legionarii, di tre coorti, e di qualche cavalleria, ed aggiudica differenti porzioni dell’Armenia a Fa-rasmane, a Polemone, ad Anstobolo e ad Antioco, qual ricompensa dovuta ai servigi da essi resi contro Tiridate ed i Parti. Frattanto Vologeso avendo inteso che suo fratello era stato allora balzato dal trono, fa leva di due grosse armate. L’una sotto la condotta di Moneso, sperimentato generale, si porta a far l’assedio di Tigranocerta, ed è ben presto obbligato a levarlo. Vologeso alla testa dell’altr’armata, tenta un’invasione nella provincia romana di Siria; ma Corindone avea sì bene schierate le sue truppe sulle sponde dell’ Eufrate che il re di Partia non potè eseguire il suo disegno. I Parti intimiditi dai Romani domandano pace e lasciano libera l’Armenia. Vologeso invia ambasciatori a Roma per chiedere che suo fratello sia rimesso in possesso del regno d’Armenia, ma le sue sollecitazioni tornano a vuoto. Allora egli conclude la pace cogl’ Ircani e volge tutte le sue forze contra i Romani. Cesennio Peto è assediato ne’suoi quartieri d’inverno dai Parti, e non avendo il coraggio di aspettar Corbu-lone chc veniva a raggiungerlo, propose un abboccamento. Dopo lunga discussione si conviene che i Romani lascie-ranno tutta l’Armenia, e ne rimetteranno tutte le fortezze in mano ai Parti. Gli Armeni entrano nel campo dei Romani, anche prima della loro dipartenza, s’impossessano di quanto trovano, e gli spogliano ancora delle loro armi