COMPENDIO CRONOLOGICO onde insultarlo, e far tacere le leggi; poscia volgendo i suoi rimproveri contro il pontefice e contro lo stesso Sa-nhedrin, loro predice che quegli cui essi risparmiano, non gli risparmierà già un giorno, e servirà di stromen-to alla divina vendetta onde punirli. I giudici concitati da questo discorso si dispongono per la più parte a pronunciare contra l’accusato. Ma Ircano e per inclinazione verso di lui e per timore di Sesto Cesare ne differisce all’indomani il giudizio. Erode se ne sottra colla fuga e si ritira a Damasco. Dopo avervi per qualche tempo soggiornato , ottiene da Sesto Cesare colla sua umiltà e i suoi doni il governo della Celesiria: allora assolda truppe ed entra in Giudea risoluto di vendicare l’insulto che gli avean praticato Ircano ed il Sanhedrin citandolo innanzi ad essi; ma Àntipatro e Fasaele lo distolgono da siffatto disegno. 44- Giulio Cesare, divenuto dittatore perpetuo per decreto del Senato dell anno precedente, riceve a Roma un’ambasceria spedita da Ircano. Questa ottiene a prò degli Ebrei parecchi favori, rimasti però senza effetto attesa la tragica morte del benefattore avvenuta il quindici Marzo di quest’ anno. Poco tempo prima era pur perito Sesto Cesare pel tradimento di Basso, il quale si era impadronito del governo di Siria. Cassio, uno degli uccisori di Giulio Cesare, giunge in questa provincia ed assedia Basso in Àpamea; ma non potendolo sforzare in questo ritiro, lo attira al suo partito ; e si rende padrone della Siria senza lanciare un sol colpo. Cassio avendo bisogno di dinaro per la sussistenza delle sue truppe mette alla Giudea un’ imposizione di settecento talenti. Àntipatro e i suoi due figli Fasaele ed E-rode si prestano prontamente alla verificazione di questa tassa, e con ciò si procurano la sua buona grazia. Malic-co ministro d’Ircano e rivale di Àntipatro non essendosi diportato colla stessa premura nel dipartimento che gli apparteneva, incorre l’indignazione del generale romano che vuoi farlo morire. Ma Ircano Io salva pagando co’ suoi propri fondi i cento talenti cui egli era incaricato levarvi. Malicco vedendo crescere il credito di Antipa-tro c de’suoi tigli fa avvelenare il padre nell’eccesso del-