— ÌOO - riente é di riconoscere la sola autorità romana. Gli avversari di questo movimento opposero allora un’altra gerarchia a quella cattolica. Non ostante gli sforzi di Urbano Vili per proteggere la liturgia dei Ruteni, la loro nobiltà si latinizzò a poco a poco e il loro rito si alterò. I Ruteni cattolici erano forse in numero di 12.000.OCX) quando le persecuzioni vennero a decimatili. L’implacabile regime di Pietro il Grande, il dismembramento della Polonia col conseguente passaggio di una parte di essi sotto la Russia, le persecuzioni crudeli e raffinate di Caterina II e di Nicola I diminuirono assai il loro numero. Caterina II soppresse di colpo tutti i Vescovadi ruteni, ad eccezione di uno, e 8.000.000 di ruteni furono a viva forza incorporati nella religione ortodossa. Sotto Nicola I tre Vescovi e 1327 membri del clero passarono allo scisma musso, mentre la gran massa dei fedeli restò fedele a Roma. Si ebbero dei martiri. L’ultimo vescovado unito a Roma fu soppresso nel 1875. Sotto Nicola II 300 mila Ruteni domandarono, durante un periodo di tolleranza, di ritornare a Roma e passarono al rito latino perchè le leggi russe proibivano ai cattolici di appartenere al rito