i4» CRONOLOGIA STORICA (¡uando l’erba vi è spessa. Venne domandato cosa dunque da lui potesse sperare? la vita, rispos’egli. Si calmò nondimeno e ricevette l’offerta fattagli di cinquemila libbre d’oroij trentamila d’argento, quattromila vesti di seta, c tremila tinte in porpora. Questa volta Roma si liberò in tal guisa dal saccheggio. Alarico per accordare la pace ed anche collegarsi coll’impero, non domandò nel ritirarsi che la carica di maestro della milizia romana ; e Onorio benché incapace ch’egli era a resistergli, fu così sconsigliato da ricusargliela. Alarico punto da questo affronto ritornò qualche tempo dopo davanti Roma, e ne formò di nuovo l’assedio. La carestia si fece sì orribile^ che il popolo raccolto nel circo gridò trasportato di furore — che si esponga alla vendita la carne umana e se ne tassi il prezzo. Onorio si determinò finalmente di trattare con Alarico a malgrado del giuramento che avea fatto in contrario. I due principi si abboccarono insieme a tre leghe da Ravenna. Ma mentre si intavolavano le trattative, Saro, capitano goto che avea abbandonato Alarico per darsi ai Romani, sortì improvvisamente di Ravenna colla sue trup- TIRANNI CHE SI SOLLEVARONO NELL’IMPERO SOTTO IL REGNO DI ONORIO. 407. CL. COSTANTINO, semplice soldato, proclamato imperatore l’anno 407 dall’armata della gran Bretagna, poi riconosciuto nelle Gallie, donde passò in Ispagna, e finalmente l’anno 4°9 da Onorio stesso, fu l’anno 4*1 preso in Arles con suo figlio Siciliano dal generale Costanzo che lo mandò ad Onorio dopo averli trascinati fuori di' una Chiesa, ove Costantino s’ era fatto ordinar prete. Quel principe li fece decapitare nel mese di settembre dell’ anno stesso a dodici leghe da Ravenna contro la promessa fatta loro da Costanzo della salvezza di vita quando a lui si arresero. Ma Onorio si credette meno obbligato di mantener la parola del suo generale, che a vendicar i propri cugini Didimo, e Veriniano, fatti morire da que’due tiranni. Co-