PEI RE SASSANIDI DE' PERSIANI suasi o fingendo di esserlo ch’ella fosse incinta di un maschio. L’anno 323 Ormisda, di lui fratello, avendo trovato mezzo di scappare dalla sua prigione, andò a ri fug-giarsi presso il re d’Armenia, che lo mandò sotto buona scorta all’imperator Costantino, da cui fu favorevolmente accolto. Sapore non solamente non lo ridomandò punto, ma gli rinviò anzi con onore anche la moglie. Ormisda stabilitosi alla corte imperiale, abbracciò il Cristianesimo, e rese pel corso di quarantanni importanti servigi ai Romani nelle Ior guerre contra i Persiani. (Tillemont, le Beau). L’anno 3aS, Sapore a sollecitazione dei maghi cominciò a perseguitare i Cristiani de’suoi stati (Assemani). L’imperator Costantino gli scrisse indarno una patetica lettera a favor loro; ma essa non produsse verun effetto sull’anima di quel principe irritato dai maghi. L’anno 33j poco prima della morte di Costantino, ridomandò ai Romani le provir.cie Transtigritane. Si dava questo nome a cinque provincic situate per la più parte tra PEufrate ed il Tigri conquistate dall" imperatore Massimiano Galerio sopra Narsetc suo avolo, come si è detto. Costanzo s’ebbe in eredità questa guerra. Sul rifiuto da lui dato alla domanda di Sapore, questi l’anno dopo venne ad assediar Nisibe. Ma dopo aver stretta la piazza pel corso di ses-santatre giorni fu obbligato di ritirarsi vergognosamente, inseguito e inquietato nella sua ritirata dal nemico, clic gli uccise molta gente senza parlar di quelli periti dalle fatiche, dalla fame e dalle malattie. L’anno 3ijo egli rinnovò con incredibile furore la persecuzione contra i Cristiani, clic durò per quarant’anni. (Assemani Acla Mari. ). Verso il mese di agosto 348, secondo san Girolamo ed Idacio, egli vinse sull’imperatore Costanzo la celebre battaglia di Singare in Mesopotamia. La pagò peraltro a ben caro prezzo poiché suo figlio erede della corona, essendo in questa giornata caduto prigioniero, fu dai Romani nella rabbia di vedersi tolta di pugno una vittoria di cui crc-devansi certi, indegnamente truccidato. L’anno 35o Sapore ritornò dinnanzi Nisibe e la tenne assediata per quattro mesi senza poterla prendere. Ella aveva in mezzo ad essa il suo vescovo san Jacopo che la difendeva colle sue orazioni. Sapore costretto di levar l’assedio, e di confes-