DEGLI IMPERATORI ROMANI la famosa Traiana. Ma egli si pagava por così dire colle proprie mani di queste lodevoli operazioni mercè la cura di far porre il suo nome su tutte le opere a tale che sovra il solo ponte di Alcantara che non ha che sci archi, egli vi si legge ripetuto in sei inscrizioni. Ciò gli fece applicare il nome di erba parietaria. Avea altresì la vanità di essere tenuto per eloquente , c siccome in fatto non lo era, faceva compor le sue aringhe da Licinio Sura. Egli avea sposata Plotina morta senza prole Panno 139 (Ved. Chosroe I re de’ Parti ). Secondo Plinio il Giovine (1. X. Ep. 53 5/{.), ogni anno nel dì 27 gennaio rinnovavasi con pubbliche feste la memoria del giorno in cui Traiano assunse P impero e il titolo di Augusto. Questo giorno si vede esser quello da cui cominciava il suo regno. ADRIANO. 117. P. ELIO ADRIANO, nato a Roma il 24 gcn" «aio dell’anno 76, adottato da Traiano, di cui era congiunto, negli ultimi giorni di sua vita, prese il titolo di imperatore in Antiochia Pii agosto dell’anno 117. L’anno dopo si recò in Roma abbandonando tutto il tratto di paese che Traiano avea conquistato sui Parti. Una perdita di sangue a cui Adriano andava soggetto avendogli prodotta idropisia, morì a Bayes il 10 luglio dell’anno i38 in età di sessantadue anni, cinque mesi, e diciassette giorni, dopo aver regnato venti anni, e undici mesi meno un giorno. Le sue ceneri furono trasportate a Roma in un’ urna di porfido e deposte in magnifico e vasto mausoleo di marmo di Paros fatto costruire lui vivente e che chiamossi il molo Adriano. Al tempo delle invasioni barbariche questo monumento fu convertito in unà fortezza che oggidì è il castel sant’Angelo. Il periodo del regno di questo principe fu un quasi continuo peregrinare. Egli impiegò treV.ici anni nel visitar le provincie, marciando ordinariamente a piedi e coperto il capo. Ritornato in Roma si abbandonò ad ogni genere di lettere, arti e scienze, conversando coi dotti e gli artisti, ponendo a contribuzione i loro talenti,