CRONOLOGIA STORICA Vii, secondo Niceta c Duca. Nella notte susseguente Mur-zullio se ne fuggì dopo aver regnato due mesi e mezzo. II giorno dopo fu permesso il saccheggio, ma con divieto di por mano nelle cose sacre, di porre a morte gli abitanti, di violentare l’onore delle donne, e con ordine sotto pena di morte di portar tutto il bottino in tre Chiese fissate per esser poscia distribuito a ciascuno in equa proporzione. Queste sagge precauzioni de’ capi furono invero mal osservate. Ma molto ci volle perchè i disordini ai quali si abbandonarono i vincitori siensi avvicinati all’orribile descrizione che ne fecero gli storici Greci. » I preti » ed i monaci che trovavansi in gran numero tra i cro-» ciati, travagliarono con tanto zelo a calmare il furore » della vittoria, che non v’ebbe nella città, che duemila » uomini di uccisi, e questi quasi che tutti lo furono dai » Latini eli’erano stati da Alessio scacciati di Costanti-» nopoli » (Le Beau). Le reliquie furono il bottino che i Latini si credettero il più permesso, Ce n’era una quantità prodigiosa in Costantinopoli: esse si sparsero poscia nelle Chiese di Occidente e sovrattuto in Francia. Dopo la presa di Costantinopoli i crociati nominarono dodici elettori per scegliere un imperatore sei Francesi e sei Viniziani. Fattasene l’elezione la seconda Domenica dopo Pasqua (g maggio) essa cadde su Baldovino conte di Fiandra. Ma prima di procedere a questa cerimonia, i capi della crociata avevano avuto la precauzione di riserbarsi nel conquisto alcune porzioni che restrinsero d’assai il nuovo impero, e lo ridussero poco più che alla Tracia e alla Mesia. I Viniziani tennero per sè le isole verso il Peloponneso ed alcune città sulle spiagge della Frigia che non avevano subito il giogo dei Turchi; Bonifazio marchese di Monferrato prese per lui le provincie situate al di là del Bosforo : la parte toccata a Villettardovin maresciallo di Sciampagna fu l’Acaia, ossia la Grecia propriamente detta, e Jacopo d’Avennes du Hainaut s’ebbe P isola Eubea o Negroponte. L’imperatore latino non godeva della sovranità che sopra un quarto della città di Costantinopoli : gli altri tre quarti erano divisi tra i Francesi ed i viniziani.