DEI RE DE’ VANDALI 285 GENSERICO. 428. GENSERICO, fratello di Gonderico, gli succedette nel 428. Secondo alcuni scrittori era egli un apostata, di Cattolico divenuto Ariano. L’anno stesso avendo inteso che Ermigario generale degli Svevi, devastava le provincie circostanti, marciò contro di lui, lo attaccò nelle pianure di Merida, e lo mise in rotta in guisa, che una parte del suo esercito fu tagliata a pezzi, ed egli stesso annegò entro il Tago mentre fuggiva. L’anno 4a9 Genserico chiamato dal conte Bonifazio, cui l’inimicizia di Ezio aveva indotto a ribellarsi, passò nel mese di maggio in Africa con un esercito composto non solamente di Vandali (questi non montavano che a trentamila uomini) ma di Alani, Svevi, Goti, ed altre nazioni barbare riunite sotto le sue insegne dalla speranza di ricco bottino ( Possici, in vita S. August. ). Con forze si ragguardevoli, egli si rese in breve padrone di tutte le città d’Africa ad eccezione di Cartagine, d’ Ippona e di Cirte, che caddero nullaostan-te posteriormente in potere dei Vandali. Invano il conte Bonifazio ch’era rientrato in dovere, volle opporsi ai progressi di questi barbari. Egli fu disfatto l’anno 4^0 ed assediato in Ippona sul finir di maggio tre mesi prima della morte di sant’Agostino. L’anno 431 verso il mese di luglio, i Vandali levarono l’assedio d’Ippona che durava da circa quattordici mesi. Ma non guari dopo essi vinsero una solenne battaglia contra i Bomani, ed indi bruciarono Ippona ch’era stata da’suoi abitatori abbandonata. Genserico agli 11 febbraio 435 fece la pace coll’im-perator Valentiniano. Ne fu steso il trattato da Trigezio governatore d’Africa, col quale Genserico rimase proprietario della Proconsolare, ad eccezione di Cartagine, della Bisacene e della Numidia. L’auno 4^7 egli cominciò a perseguitare i Cattolici ( questa è la prima persecuzione dei Vandali). L’anno 4^9 il 19 ottobre, i Vandali in odio al trattato di pace sorpresero Cartagine , la saccheggiarono per più giorni, e ne aggiudicarono le chiese, agli Ariani (Da quest’epoca Genserico segnò gli anni dal suo regno). Forse che le sue mire non avrebbero avuto