DEI GOVERNATORI E RE EC. 465 Wittelspach arcivescovo di Magonza che trovavasi in Siria, fu incaricato dalle due potenze di fare la cerimonia dell’incoronazione; lo che fu eseguito l’anno 1197. Alcuni critici e Du-Cange, tra gli altri, misero in dubbio l’opinione di Baronio, che il papa sia stato neppur consultato intorno a quest’affare, perchè, dicon essi, Livone non fa ne’suoi titoli veruna menzione di santa Sede, qualificandosi soltanto: Leo per Dei et Romani imperii grati ani, rex omnium Armeniarurn. Ma Rinaldi (T. XIII. p. 44) 5 produce lettera dello stesso Cattolico scritta a Innocente III, e tratta dal registro di questo papa concepita in questi termini: Noveritis , Domine, quoa ad nos venit nobili s, sapiens et sublimi s archiepiscopus Moguntinus qui nobis attulit ex parte Dei, et ex parte sublimitatis eecle-siac romanae et ex parte magni imperatoris Romanorum sublimerà eoronam et coronavit regem nostrum Leonem. Dice Vincenzo de Beauvais, che Livone spedi poscia al papa ed all’ imperatore Ottone IV , un ambasciatore per pregarlo di accettare che facesse loro omaggio del proprio regno; Io che venne da essi accordato, salvo, dic’e-gli, il diritto dell’erede presuntivo Rupino, figlio di Raimondo conte di Tripoli , e di Alice figlia di Rupino principe d’Armenia. L’anno 1201 dopo la morte di Boemon-do III, principe di Antiochia, Livone prese la difesa di Raimondo Rupino, cui Boemondo IV, di lui zio aveva spogliato della contea di Tripoli, dopo la morte del conte Raimondo suo padre. Livone riguardava allora 0 faceva sembiante di riguardare Rupino come suo proprio erede, ed un tal zelo apparente per gl’ interessi del giovine principe, fu il pretesto della lunga guerra ch’egli ebbe col principe di Antiochia; guerra di cui veder si ponno i principali avvenimenti all’articolo di quest’ulti ino. Ma ben si vide in seguito che Livone non l’aveva intrapresa nè la faceva che per proprio interesse, e colla vista di dilatare i suoi stati; poiché dopo aver alimentato per alcuni anni Raimondo Rupino della speranza di succedergli, lo rigettò apertamente e lo discacciò ancora dal suo paese. In queste guerre col principe di Antiochia Livone ebbe con-tra lui i Templari che servirono con zelo il suo nemico. Per vendicarsene egli saccheggiò le terre eh’ essi posse-T. III. 3o