CRONOLOGIA STORICA Luigi il giovine re di Francia elicgli era stata fidanzata sino dal 2 marzo 1180. ¡Non guari dopo questa cerimonia venne a morte l’imperatrice Maria, fatta strangolare da Andronico dopo averne fatto sottoscriver l’ordine dall’ imperatore. Nel n83 Andronico si fece associar all’impero nel mese di settembre, e nell’ ottobre susseguente fece strangolare Alessio colla corda di un arco. Essendoglisi recato il cadavere di questo principe sfortunato, egli lo cacciò con un calcio dicendo che sua madre era stata un’impudica, uno spergiuro suo padre e lui un imbecille Alessio avea regnato tre anni ed alcuni giorni. Egli era nato privo di spirito e con inclinazioni viziose, che l’educazione non aveano potuto correggere. ANDRONICO I COMNENO detto il Vecchio. 1183. ANDRONICO, nipote dell’imperatore Alessio I dal Iato d’Isacco di lui padre, fu riconosciuto solo imperatore nel mese di ottobre 1183 dopo la morte del giovine Alessio. Le sole città di Prusia e di Nicea gli negarono ubbidienza; ma soggiogate da Andronico, subirono crudeltà inaudite. Nell’anno i 185 Guglielmo re di Sicilia, istigato da Alessio nipote dell’ imperatore Manuele, intraprese il conquisto dell’ impero greco. Con questa mira egli partir fece una flotta con grosso esercito terrestre. I suoi generali dopo aver preso Durazzo il 24 giugno, e Tessalonica il 25 agosto successivo, marciarono spacciati a Costantinopoli. Andronico spedì contra loro un corpo di truppe che fu volto in fuga al primo scontro. Montato in furore per questo rovescio, egli se la prese con molti signori di Costantinopoli cadutigli tostamente in sospetto d’ intelligenza col nemico. Ne mise la più parte a morte. Isacco l’Angelo dovea essere nel novero di queste vittime innocenti, essendogli d’altronde divenuto odioso perch’era amato dal popolo. Isacco ricoveratosi nella Chiesa di santa Sofia venne-dal popolo ivi attruppatosi, proclamato imperatore. A questa nuova Andronico voleva fuggire per mare, ma fu preso, caricato di catene, e ricondotto appiè d’Isacco che lo abbandonò alla plebaglia. Non