stfo CRONOLOGIA STORICA stantinopoli, le cui mura segnavano per cosi dire i limiti dell’impero, Giovanni Paleologo la fece fortificare. Ma Bajazet gli intimò di far demolire le opere da lui cominciate sotto minaccia se non ubbidiva prontamente di far cavar gli occhi a suo figlio Manuele ch’era alla corte ottomana. Per conseguenza 1’ imperatore demolir fece le fortificazioni da lui erette. Questo principe, così sprezzato quanto spregevole, sprovveduto di talenti e di virtù, abbandonato alle femmine, alla gozzoviglia, alla caccia ed al giuoco, incapace di prevedere i pericoli, nè sentendo le sciagure se uon allora che n’era oppresso, finì ignominiosamente i suoi giorni nell’anno i3gi , lasciando di lìlena Cautacuzeno sua prima moglie, Irene maritata con Basilio Comneno imperatore di Trebisonda, ed altri figli. Eudossia sua seconda moglie non gliene die’ punto. MANUELE PALEOLOGO. i39i. MANUELE PALEOLOGO, secondo figlio dell’imperatore Giovanni, nato Panno i348, associato il a5 settembre 13^3 all’impero in pregiudizio di Andronico suo primogenito per parte di suo padre gli succedette nel-1’anno 13g i. Egli intese la morte dell’autore de’suoi giorni alla corte del sultano Bajazet ov’era in ostaggio. A. questa nuova egli scappò furtivamente e si rese in fretta a Costantinopoli, dove fu universalmente riconosciuto. Il sultano irritato dalla sua fuga, passò in Tracia, saccheggiò tutti i luoghi per cui scorse e investì poscia Costantinopoli che ridusse, intercettando i viveri, al più deplorabile stato. Ma risoluto di portar la guerra in Ungheria si ritirò col proponimento di ritornare dopo quella spedizione. Ricomparve in fatti nel 1397 davanti questa città, stringendola di assedio e l’avrebbe già presa senza il timore che gli ispirò il Gran-visir di una crociata imminente a formarsi, come diceva egli, per difendere o rivendicare Costantinopoli. Questo visire era assai male informato dello stato degli affari in Europa. Bajazet seguì il consiglio die ei gli diede di far la pace coll’imperatore, e la fece a tre condizioni: i.° che se gli pagherebbero diecimila pez-