DEI GOVERNATORI E RE EC. 467 menia a quel tempo era tributaria del sultano d’ Iconio , essendo obbligata di fornirgli e mantenergli ogni anno quattrocento lancieri. Sulla voce sparsasi che i Tartari fossero per penetrare nella Turchia , il sultano Alaedin spedi in Armenia la propria madre e sorella per guarentirle dagli oltraggi di que’ barbari. Ma Costante invece di accoglierle e di custodirle da fedele vassallo, le abbandonò ai Tartari, stringendo secoloro alleanza. Il sultano irritato di tale perfidia, si portò in Armenia e pose l’assedio dinanzi a Tarso che allora apparteneva a questo regno. Ma egli morì in tale spedizione l’anno 1287 (Vinc. Bellov. lib. XXXI. c. i44i l>b. XXXII. c. 29)* La storia non ci fa saper l’anno della morte di Costante. Ci dice soltanto che questi oltre Aitone lasciò un altro figlio chiamato Sembat 0 Senibaldo, che gli succedette nel posto di contestabile, non che due figlie, Stefanina moglie di Enrico re di Cipro , e Maria maritata a Giovanni d’ Ibelino. AITONE I od OTTONE. AITONE od OTTONE, non esercitò i dritti regali se non dopo la morte di suo padre, sotto il quale era sempre rimasto in tutela. L’anno 1248 avendo sentito l’arrivo in Cipro del re san Luigi, gl’ inviò ambasciatori con presenti e gli offerse i suoi servigi. Il monarca francese li accolse con distinzione, e per dare al lor padrone un contrassegno del suo sincero affetto, si fece mediatore delle differenze che vertevano tra lui e il principe di Antiochia, e negoziò tra essi una tregua di dieci anni. L’anno I25i Aitone fece partire Sembat suo fratello per portarsi a risiedere presso il kan de’Tartari Mangou. Al suo ritorno Sembat fece al re suo fratello una così vantaggiosa descrizione delle belle qualità di Mangou, e dell’onorevole trattamento ricevuto, che Aitone si determinò di recarsi egli stesso a visitarlo. Que'sto viaggio ebbe tutto il successo eli’ ei si attendeva. Non solamente fece prendere il suo partito al Tartaro, ma lo persuase ancora di ab-