DEI GOVERNATORI E RE EC. 483 sfa elezione non s’ebbe altre conseguenze. Mori Pietro in Cipro al cominciar dell’ anno seguente senz’ aver posto piede in Armenia, e senz’aver fatto verun esercizio della sua autorità. LIVONE V o LIONETTO. LIVONE o LIONETTO, diLusignano, ultimo re di Armenia, è conosciuto particolarmente per le sue sciagure , le quali furono tali che i Turchi essendo penetrati in quel regno ne conquistarono rapidamente tutte le piazze da essi non prima prese, eccettuato Curico o Curco (in latino Corycus) nella Cilicia, cui i Genovesi che n’erano alla custodia, difesero per lunga pezza contra quegl’infedeli. Livone scacciato da’suoi stati si recò in Cipro donde passò in Italia , e indi nella Castiglia ; venne dappoi in Francia alla corte del re Carlo V, da cui fu generosamente accolto, e assegnatogli per sue stanze 1’ albergo di Saint-Ouen presso san Dionigi. Dee riportarsi all’anno 1378 e non 1385, come pretendono certuni, l’epoca dell’arrivo di Livone in questo regno. Egli fece ogni sforzo per interessare nella sua causa i principi \ ma le circostanze non gli furono per niente favorevoli. La guerra che ardeva tra la Francia e l’Inghilterra non permetteva ai sovrani di queste due monarchie di trasferire le loro forze in Oriente. Livone s’interpose per riconciliarli, e con questa mira passò dopo la morte di Carlo V , in Inghilterra l’anno 1 385, ove fu ricevuto dal re Riccardo II, con ogni distinzione. Ma tutto ciò che potò ottenere da questo monarca si restrinse ad alcuni presenti, e ad un’annua pensione di ventimila marchi, di cui questi volle gratificarlo sull’esempio del re francese, che glie ne aveva assegnato una di cinquecento lire al mese, come testifica l roissard (Voi. III. c. 23). Di consimili liberalità gli furono larghi altri principi da lui visitati di guisa che, giusta de Walsingham (ad an. 1386 p. 32i), egli divenne ~iù ricco nel suo esilio che non lo era stato sul trono, inalmente dopo quindici anni circa di soggiorno in Fran- E