484 CRONOLOGIA STORICA eia , egli morì a Parigi l’anno i3g3, e fu sepolto ai Celestini accanto di un grande altare, ov’è scolpito in marmo bianco, coperto del manto reale colla corona non chiusa sulla testa, con in mano lo scettro, sdraiato sopra un avello di marmo nero fìtto nel muro sotto una arcata con queste due inscrizioni: Qui giace Leone Re d? Armenia. Pregate Dio per lui. E più sotto : Qui giace il nobilissimo ed eccellentissimo principe Leone di Lusigna-no (pùnto re latino del regno d'Armenia, che rese l’anima a Dio a Parigi il giorno 29 di novembre dell’anno di grazia i3g3. Vi sono rappresentate le sue armi di Armenia, partite da quelle di Gerusalemme, e interzate dalle altre di Lusignano. Quelle d’ Armenia sono d’ oro , il leone ha una corona rossa, listato sulla spalla di una crocietta d’oro. Nota la Storia di Carlo VI, che Livone al suo morire fece un testamento, in cui divise in quattro parti le grandi ricchezze che lasciò, destinando la prima ai poverelli e religiosi mendicanti, la seconda a Gui di lui figlio naturale, arcidiacono di Brie ; la terza a suoi domestici, e la quarta ai custodi della sua casa. In quella è detto che fu portato il suo corpo ai Celestini coperto di arredi regali bianchi sopra un letto di parata dello stesso colore, colla corona d’ oro presso il suo capo, accompagnato da’suoi domestici egualmente vestiti di bianco, giusta il costume armeno. Questo principe, secondo il ritratto lasciatoci da scrittori contemporanei, era piccolissimo della statura, ma di aspetto piacevole, spiritoso e pieno di buon senso. Morto senza legittima posterità, pretendeva Jacopo re di Cipro, di essere il suo erede in terzo grado, e si fece incoronare a re di Gerusalemme. In tal guisa s’ ebbe il titolo di re di tre monarchie bench’egli ne possedesse realmente appena una. Termineremo quest’articolo col presentare il quadro attuale dell’Armenia quale ce lo dà il p. Monnier missionario in quel paese: » Lodasi negli Armeni la loro di-» rittura di mente, prudenza e abilità nel commercio, la » loro applicazione continua e indefessa al lavoro, un fon-» do di bontà naturale, che li lega facilmente cogli stra-» nieri, che allontana da essi ogni querela sempre clic » non c’ entri 1’ interesse » .