DEI GOVERNATORI E RE EC. lecitazioni di papa Nicola IV, che gli mandò appositamente dei frati dell’ordine minore con lettere a lui indiritte , non che alla principessa Maria, sorella della regina allora defunta, a Thoros fratello del re, ed a Livone contestabile d’ Armenia. In riconoscenza di questa riunione Nicola e poscia Bonifazio Vili, s’interessarono vivamente per la difesa dell’Armenia contra gl’infedeli, le cui scorrerie minacciavano di estrema rovina quel regno. Aitone spediti avendo ambasciatori in Francia per chieder soccorsi, Nicola cui salutarono nel loro passaggio per Roma, die’ loro forti commendatizie pel re Filippo il Bello. Ma esse conseguirono poco effetto, non permettendo allora le circostanze della Francia di trasportare in Oriente quelle forze di cui ella stessa aveva bisogno per sua propria difesa. Frattanto i Saraceni facevano nell’ Armenia sempre maggiori progressi, ed Aitone vedendosi fuor di stato di loro resistere, scese dal trono verso l’anno 1294 e prese 1’ abito di frate minore sotto il nome di Fra Giovanni. TIIOROS. isc)4 0 all'incirca. TIIOROS o TEODORO, montò il trono d’Armenia attesa l’abdicazione fatta in suo favore dal fratello Aitone. Egli aveva sposata Margherita figlia di Ugo III, re di Cipro, e per tal maritaggio Ugo gli aveva conferite alcune castella del regno di Gerusalemme confinanti coll’Armenia, con questa clausula che non potessero venir alienate se non di consenso d’ ambe le corti. Aitone coll’indossar l’abito religioso, non abbandonò altrimenti la cura dello stato. Egli non fece che dividerne in certa guisa col fratello il reggimento. Non ¡sperando soccorsi dall’Occidente, Thoros e Aitone si recarono in Costantinopoli 1’ anno 1296 per procurarsene alla corte dell’imperatore Andronico Paleologo. Ivi trovavasi ancora nel mese di dicembre di quest’anno, ed Aitone a malgrado della sua professione religiosa vi era trattato con tutti gli onori regii, benché avesse lasciato il trono; poiché di