\ DEGLI IMPERATORI ROMANI i33 Costantino aveva segnalato il suo valore contra i Sarmati, i Goti ed i Franchi. Governò i suoi sudditi con dolcezza c fu caldo per la verace religione. Ma la sua ambizione, la sua mala fede, la sua imprudenza oscurarono quella gloria, che gli avevano acquistate 1’alte sue gesta, e le belle sue qualità. i COSTANZO IL 337. FL. GIULIO VALER. COSTANZO , il secondo c il più celebre de’figli di Costantino, nato a Sirmico il 7 0 il i3 agosto 317, fatto Cesare 1’8 novembre 3a3, prese il 9 settembre 337 *1 titolo di Augusto e d’imperatore. Molti scrittori lo vogliono autore della strage dei principi suoi zii e suoi cugini. Sant’Atanasio ne lo rimprovera apertamente. L’anno 353 Costanzo divenne padrone di tutto l’impero per la disfatta e la morte di Ma-gnenzio. Verso fa fine dell’anno dopo egli fece troncar la testa al Cesare Gallo, a Flanone nell’ Istria per delitti ila lui commessi nel suo governo di Siria (Gallo creato Cesare il i5 marzo 35i aveva sposata Costantina vedova di Annibaliano, morta qualche mese prima di lui). Costanzo ebbe frequenti guerre co’ Persiani, ove esperimentò la volubilità della fortuna. Il i5 febbraio 36o egli fece dedicare la Chiesa di santa Sofia, da lui fatta edificare 0 piut- dcltà. Dcccnzio sentito il tragico fine di suo fratello si strozzò nella città di Sens il 18 dello stesso mese. Desiderio chiese grazia a Costanzo e la ottenne. Giustina moglie di Magnenzio si rimaritò poscia con Valentiniano che fu poi imperatore. 35o. VETRANIONE, nato negli incolti paesi dell’alta Mesia, divenuto pel suo valore generale d’infanteria, fu proclamato imperatore il i.° marzo 35o a Sirmico c si impadronì di tutte le dipendenze dell’Illiria , cioè la Pan-nonia, la Mcsia, la Grecia e la Macedonia. Filostorgo