46a CRONOLOGIA STORICA se in soccorso del castello di Krac nell’ Arabia, cui No-radiuo assediava. L’ imperator Manuello fu ancora rnen fortunato nella guerra da lui intrapresa verso il tempo stesso a Melier. Tre de’suoi generali, Michele Urano, Andronico ed Euforbene , furono sconfitti in Cilicia dal-l’Armerio che rimase padrone di quasi tutta quella provincia. Questi rovesci non impedirono però che Manuello non lavorasse con successo a ricondurre di nuovo gli Armeni nel seno della Chiesa greca e sottoporli al patriarca di Costantinopoli, come lo erano stati per l’innanzi. Inviato avendo a tale oggetto Theorieno a Nersesis, loro Cattolico e non principe, come pensa Baronio, lo indusse, se prestiamo fede alla relazione di quest’ambasciata che ci porge quell’annalista, a rientrare nella comunione e nell’obbedienza della Chiesa greca. Da ciò apparisce che Melier oppressava meno i Cristiani de’propri stati che non que’delle sue vicinanze, e che non si accinse mai a privarli dell’esercizio di lor religione. Egli morì l’anno ii80 lasciando il figlio che segue, ed una figlia chiamata Dolete, maritata, secondo Sebastiano Paoli, con Bertrando di Giblet. 1180. RUPINO, figlio di Melier, e successore nel principato d’Armenia, non ereditò punto i suoi vizii. Umano e benefico per carattere, egli si guadagnò l’amore dei suoi sudditi colla dolcezza e liberalità. Boemondo principe di Antiochia aveva trovato mezzo di astringer Melier a restituirgli Tarso, capitale della Cilicia. Ma vedendo difficile di conservare questa piazza, la vendette a Rupino l’anno 1182 per considerevole somma (fVill. Tyr. lib. XXII. c. 7. 24)- L’anno 1 (83 o all’incirca, tratto avendo questo principe in Antiochia sotto pretesto di un abboccamento, egli lo fece prigioniero contra il diritto delle genti, e per prezzo di sua libertà volle costringerlo a rendergli omaggio. Al che egli ricusando lo ritenne in ¡schiavitù, ed entrò nell’Armenia ove s’impadronì di parecchie piazze. Livone, cugino di Rupino, si oppose a'suoi progressi, e lo obbligò a lasciare in libertà il prigioniero ( Sanudo I. III. par. 10. c. 8). Rupino morì verso l’anno 1189 lasciando del suo matrimonio con Isabella figlia di