DEGLI IMPERATORI ROMANI 97 Gallo Ja quella di Dccio. Sino a quel punto parve eh’ e-gli favoreggiasse il Cristianesimo. Fu Macriano prefetto del pretorio, e uno dei suoi generali clic lo fece mutare disposizioni ; colpa la sua facilità di ricever le cattive impressioni che volevano dargli degli accorti cortigiani. Generalmente nel corso del suo regno non seppe quasi mai distinguere il vero merito c fargli giustizia. Confidente e diffidente fuor di proposito per mancanza di criterio, egli dovette la sua disgrazia alla propria imprudenza, e improntò sui Romani una macchia che non poterono più mai cancellare. Mariniana sua seconda moglie gli diede P. Licinio Valeriano che fu ucciso con Gallieno. Ella morì nella stessa prigione del suo sposo cui avea seguito in Persia. 261. M. FULVIO MACRIANO, uomo senza nascita, ma abile capitano, proclamato imperatore in Siria nel mese di marzo 261, si associò tosto i suoi due figli , Q. Fulvio Macriano c Gn. Fulvio Quieto. Il suo impero si estese sovra tutta P Asia c l’Egitto. Nell’anno 262 egli passò in Occidente per detronizzare Gallieno. Aureolo Io arrestò nell’ Illiria ai confini della Tracia. L’ 8 marzo dell’ anno stesso attaccato da Domiziano luogotenente di Aureolo 0 da Aureolo stesso, fu trucidato da’suoi propri soldati in un ai figlio suo primogenito. Quieto secondo figlio di Mar-criano da lui lasciato nella Siria, fu tradito dal suo generale Baliste che lo fece pugnalare avanti il mese di agosto 262 in Emesa e abbandonò il posto a Odenate (Tillemont). 261. CALPURN. PISONE, personaggio consolare, egualmente rispettabile per la sua nascita e per la sua integrità essendo stato spedito da Macriano contra Valente si fece proclamare imperatore in Tessaglia per imporre al suo nemico. Egli non godette lunga pezza di quest’onore. Valenté fuori di stato di resistergli a forza aperta lo fece assassinare da satelliti sul finir di maggio dell’anno 261. Era, dice Gibbon , il solo nobile fra tutti questi tiranni : » Il sangue di Numa scorreva per ventotto generazioni T. III. 7