DEGLI IMPERATORI ROMANI Si c nominò governatore di Siria Calpurnio Pisone nemico di t|ucl principe per contraporgli un rivale. Pisone secondò le viste di Tiberio, c forse anche andò più lungi, poiché nell’anno 19 morì in Antiochia Germanico, secondo la pubblica voce, avvelenato da Pisone e Plancina sua moglie, in età di trentaquattro anni. Agrippina vedova di lui si recò a Roma co’suoi sei figli e le ceneri del suo sposo a chieder giustizia della sua morte. Pisone che le avea tenuto dietro si accinse a difendersi, ma vedendosi abbominato dal popolo inconsolabile della perdita di Germanico e abbandonato da Tiberio si die’ morte. Tiberio l’uomo il più cupo e diffidente del mondo crasi inamorato del cavaliere Sciano a tale che lo elesse a prefetto delle guardie pretoriane, a suo ministro e confidente de’propri secreti 5 ma ebbe a pentirsene. Seiano nell’anno di Gesù Cristo irritato da una guanciata datagli da Druso figlio di Tiberio lo fece avvelenare da Livilla sua propria moglie, sorella di Germanico. Tiberio benché tutto sospettoso non dubitò punto donde partì il colpo, tanto era acciccato sul conto del suo ministro. L’insolenza di Sciano aumentava col suo credito. Egli denigrò nello spirito del suo padrone tutti quelli che gli erano sospetti, e con varii artifizii riesci di perderli. L’anno 26 Tiberio lasciò il soggiorno di Roma per non ritornarvi mai più, passò nella Campania e Panno dopo andò a stabilire la sua residenza nell’isola di Ca-prea. Molto fu disputato sul motivo di questo suo sorprendente ritiro \ ma ciò che avvi di più probabile si é che abbandonato alle sregolatezze, di cui portava impressi i vergognosi caratteri sul suo volto coperto di ulcere e di empiastri, egli cercasse a nascondere al pubblico la propria deformità, e nel tempo stesso volesse continuare con più libertà quell’ infame genere di vita. La sua assenza da Roma noi rese meno formidabile. I discorsi che si tenevano sul di lui conto gli erano riportati dalle sue spie che sovente gli spargevano di veleno, e tali indiscretezze avea-no ordinariamente le più funeste conseguenze. La vedova di Germanico era quella che sapea meno contenersi , declamando altamente contro Tiberio e il suo ministro. Ed ecco che l’anno 29 Tiberio denunciò al senato con lettera sì lei che Nerone suo primogenito. Il popolo, che