400 CRONOLOGIA STORICA maggio 1102 al combattimento di Rama, vennero quasi tutti uccisi e fatti prigionieri. Baldovino corse rischio egli stesso di rimaner preso essendo stato il sesto a salvarsi in Rama, donde giorni dopo si rovesciò sopra Joppe o Jaffa con tutte quelle truppe che aveva potuto assoldar nei dintorni. Non tardarono guari gl’ infedeli di recarsi all'assedio di quella piazza. Ma piombò sovr’essi cosi giustamente in una sortita, che gli volse in disordine, lasciando il loro bagaglio e le loro macchine da guerra. Questo ritorno di prosperità rianimò ne’crociati il coraggio e la speranza. Baldovino nell’anno iio4col soccorso di una flotta genovese di settanta vele, s’ impadroni di Tolomaide chiamata poscia san Giovanni d’Acri, nel mese di maggio dopo venti giorni di assedio. Egli l’ anno prima era venuto meno davanti cotesta piazza. Nel 17 maggio iiog egli prese Berythe chiamata allora Baruth, cui teneva assediata da settantacinque giorni. L’ anno dopo attaccò Sidone allora detta Sayetta, Sagetta , e sene ira-padroni il mese di dicembre. L’anno tu5 fabbricò il castello di Montereale. Finalmente dopo aver riportate parecchie vittorie sugl’infedeli, Baldovino caduto malato in Egitto all’assedio di Faramia, mori al suo ritorno in Palestina a Laris nel deserto. Le sue viscere vennero sepolte in un luogo che anche oggidì chiamasi Hegiarat Bar-duil, ossia il Sepolcro o pietra di Baldovino. Il suo cor-fu trasferito a Gerusalemme per esservi interrato presso suo fratello Goffreddo. Gli storici arabi non sono in accordo nè tra loro nè coi latini, intorno l’anno di sua morte. Ben-Kalecati la pone all’anno dell’Egira 5o4 (di Gesù Cristo ino) laddove Ben-Schohna la colloca all’anno dell’Egira 515 (di Gesù Cristo 1121), Romoaldo di Salerno e Foucher al mese di aprile 1118, e l’istoria anonima di Gerusalemme, al mese di marzo dell’anno stesso. La qual ultima epoca è a preferirsi, se vero è, come nota Alberto d’Aix (lib. XII. cap. 19 p. 379) che il corpo di Baldovino entrò in Gerusalemme la domenica delle Palme dell’anno stesso in cui morì il ’ patriarca Arnoldo. Di tre mogli ch’ebbe quel principe non lasciò alcuna prole. La prima appellata Goduare da Alberto d’ Aix; Gutuere da Guglielmo di Tiro, e Godechilde daOrdcrico, era fi-