DEGLI IMPERATORI ROMANI 55 i3 ottobre dell’anno 54 di Gesù Cristo nel suo sessanta-quattresimo di età, dopo averne regnato tredici, otto mesi, e diciotto giorni. Raccontasi che moribondo recitasse il verso: Boleti let/ii causa fiere mci. Il regno di Claudio fu quello de’suoi liberti. Egli era più il ministro clic il principe. I due primari furono Narciso e Pallante. Essi mutavano sovente quanto egli avea giudicato, mettevano tutto a prezzo e dalla sua debolezza ottenevano le cose più assurde, incutendogli talvolta dei falsi timori per trar da lui ciò che vulcano. Eransi resi con ciò sì temuti che molte persone invitate a cenare da Claudio e da uno di questi liberti, preferivano sotto qualche pretesto la mensa del liberto a quella dell’imperatore. Eglino depredavano il tesoro imperiale con sì poco di riservatezza, che lagnandosi l’imperatore stesso di mancar di danaro, un uomo faceto gli disse clic ne avrebbe in copia se Narciso e Pallante volessero porlo con essi in società. I ricchi spezialmente erano esposti all’ avidità di questi servi sovrani. Contasi trentacinque senatori e più che trecento cavalieri che furono vittima della stupida condiscendenza di Claudio. Questo principe non mancava peraltro di cognizioni : ne sapeva di storia, e componeva egli stesso le &ue aringhe; ma del resto era sprovveduto di discernimento a segno di confondere tutto ciò se gli diceva , e se ardiva parlare colle proprie sue idee cadeva in inezie. Egli avea sposato cinque mogli Emilia Lepida, Urguna Lilla madre di Druso e di Claudia, Elia Petina madre di Antonia, Valeria Messalina che gli diede Britannico ed Ottavia, e ch’egli o meglio Narciso morir fece a di lui insaputa per le sue sregolatezze 1’ anno 48, e finalmente Agrippina che ai costumi di una prostituta accoppiava la ferocia di un tiranno. Era ella figlia dell’ illustre Germanico fratello di Claudio , e fu il primo esempio per Roma di una nipote che avesse sposato il proprio aio. Claudio fece una legge per autorizzare tal sorta di matri-monii, ma non prese voga, e fu soltanto per compiacenza verso l’imperatore che un cavaliere romano vi si uniformò qualche tempo dopo. Anche quando 1’ uso permise allo zio di sposar la nipote esso fu ristretto alla figlia del fratello, e si escluse la figlia della sorella. Ulpiauo