54 CRONOLOGIA STORICA folli e rovinosi fatti da Caligola ne furono alcuni anche utili, nel qual numero è il grande obelisco da lui fatto trasportare d’Egitto clic fu collocato nel circo del Vaticano. Il vascello su cui venne caricato superava in bellezza quanti se ne avea sin allora veduti : quatti-’ uomini a stento abbracciavano il pino che serviva di albero (Tillemont). CLAUDIO I. 4i. TIBERIO CLAUDIO NERONE DRUSO, figlio di Druso e di Antonia, nato a Lione il i.° agosto dell’anno 744 (e non 742) di Roma, io anni avanti la nascita di Gesù Cristo, il giorno stesso in che suo padre fece a Lione la dedicazione del tempio di Augusto e di Roma, pervenne all’impero il a5 gennaio dell’anno /jfi dell’Era nostra. Egli non si attendeva una simile sorte nè doveva aspettarla. Non era che uno stravizzato come diceva sua madre. Disprezzato da Caligola di lui nipote, cui la sua stupidità avea reso il trastullo, egli erasi nascosto dopo I’ assassinio di quel principe in un angolo del palazzo per timore di essere avvolto nella sua sciagura. Intanto il senato crasi raccolto per stabilire una nuova forma di governo. JYIentr’esso stava deliberando entrarono nel palazzo alcuni soldati per saccheggiarlo, trovarono Claudio tremante dallo spavento e salutarono imperatore lui che chiedeva loro la vita. Postolo subito entro una lettiga lo portarono al campo delle guardie pretoriane, ove ricevette dalle truppe il giuramento. La scelta fu approvata dal popolo, e il senato si vide costretto di cedere alla forza. Claudio riconosciuto in tal guisa imperatore prese i nomi di Cesare e di Augusto, benché non fosse della famiglia di Cesare e di quella di Augusto nè per nascita non essendo loro parente se non dal lato di femmina, nè tampoco per adozione come lo erano i suoi antecessori. 11 suo esempio venne poscia seguito dai suoi successori che tutti assunsero questi nomi medesimi. Quello di Cesare divenne il titolo dell’erede presuntivo dell’impero e quello di Augusto il distintivo del potere supremo ed assoluto. Claudio morì di veleno o piuttosto dall’aver mangiato de’ funghi, il dì