DEGLI IMPERATORI ROMANI i37 clic in parte fu la causa della trascuratezza clic gli venne rinfacciata. Vedcsi nel gabinetto del re una medaglia d’ oro di Costante con dei prigionieri a’piedi, c nel rovescio la leggenda dettata dall’adulazione: Victor omnium gentium. GIULIANO P APOSTATA. 36r. FL. GIULIO CLAUDIO GIULIANO, figlio di Giulio Costanzo, fratello del gran Costantino e di Basili-nia sua seconda moglie, figlia del prefetto Giuliano, nato a Costantinopoli il 6 novembre 331 , non aveva avuto in dono dalla natura veruna prerogativa di corpo, ma molte ne aveva di spirito, se la passione di regnare unita ad una sacrilega curiosità non le avesse corrotte: Cujus egregiam indolem decepit, amore dominando, sacrilega et detestanda curio sita s, dice sant’Agostino. Fu allevato con particolare sollecitudine nella Cristiana religione che professò pel corso di vent’ anni ; conseguì anche il grado di lettore. Nel 354 l’imperatrice Eusebia gli salvò la vita dopo la morte di Gallo di lui fratello. Recatosi l’anno dopo in Atene per perfezionare i suoi studi, vi conobbe san Basilio e san Gregorio di Nazianzo. Quest’ultimo a malgrado dell’ ipocrisia di Giuliano scorse in lui ciò tutto che l’esperienza in seguito giustificò pur troppo. Qual mostro alimenta qui V impero! diceva questo santo osservando la sua testa scrollante, le sue spalle che continuamente alzava e deprimeva, i suoi sguardi feroci, il suo passo incerto e traballante. Giuliano fu nell’anno stesso dichiarato Cesare in Milano il 6 novembre, e spedito nelle Gallie per rintuzzare i Franchi, gli Alemanni ed i Sassoni, i quali dopo aver devastate quarantacinque città sul Reno s’erano resi padroni di molto terreno; ma alcune vittorie che il Cesare riportò sui Barbari, c la saggezza del suo governo, ristabilirono la sicurezza nella giurisdizione che gli era affidata. Questi successi però lungi dall’ ispirare nell’ imperatore sentimenti di riconoscenza,