DEGLI IMPERATORI D’ORIENTE ALESSIO I. COMNENO. 1081. ALESSIO COMNENO, figlio di Giovanni Com-neno, nato l’anno ic>48, proclamato imperatore nel mese di marzo 1081 fu incoronato il i.° aprile vegnente. Il 18 ottobre dell’anno stesso fu battuto presso Durazzo in Dalmazia con un esercito di ben centosettantamila uomini da Roberto Guiscardo duca di Calabria, clic ne avea soli quindicimila. Lo fu pure altre due volte nell’anno io83 da Roemondo figlio di Guiscardo che mise poscia 1’ assedio dinanzi Larissa in Tessaglia. Ma Alessio col soccorso dei Turchi l’obbligò a ritirarsi con perdita. I Veneziani nell’anno 1084 unitisi ad Alessio riportarono due vittorie sopra Guiscardo, delle quali ci si ricattò in un combattimento. I Turchi intanto spingevano i loro conquisti in Asia. Alessio l’anno 1092 stretto da ogni parte spedì a chieder soccorsi in Occidente, e papa Urbano II gli promise trentamila uomini. La crociata bandita nel 1095 ne portò il numero oltre il triplo. L’anno 1096 Alessio vide giungere una parte della prima divisione dei crociati condotta da Gualtiero, detto senz'avere, luogotenente dell’eremita Pietro, autore della crociata che lo seguiva coll’altra da vicino. Non tran già essi che un ammasso di fuorusciti. I disordini da essi prodotti sul territorio dell’ impero, e specialmente nei dintorni di Costantinopoli, fecero riguardare dall’ imperatore questa milizia siccome una nemica non meno dei Turchi pericolosa. Per liberarsene fece loro tragittar il Bosforo. La seconda divisione che comparve in seguito non gli inspirò maggior fidanza. Essa era in vero più disciplinata, ma egli vi scorgeva tra i capi Boemondo suo nemico capitale. Alessio nondimeno fece secoloro un trattato, dopo il quale passarono in Asia c cominciarono le loro conquiste dalla presa di Nicea. Da quest’epoca, se si crede agli storici latini, Alessio nulla ommise per far perire in Asia i Crocesignati. Yicn anche citata una lettera dei capi della crociata indiritta a papa Urbano, ove si dice che l’imperator Greco fece loro tutto il male chc stette in lui. Ciò eh’è certo si è, che dall’ una *