DEI RE DI GERUSALEMME 4i3 IX. GUI di LUSIGNANO. 1186. GUI di LUSIGNANO, suocero di Baldovino V, si fece incoronare a re di Gerusalemme alla metà del settembre 1186, mercè il credito di cui godeva Sibilla sua moglie, madre del re defunto, e i maneggi dei cavalieri del Tempio. Quest’incoronamento irritò la gelosia di Raimondo conte di Tripoli che pretendeva aver de’diritti al trono cui reggeva da tre anni addietro. Parecchi baroni si fecero del suo partito, e ciò trasse a totale rovina il regno di Gerusalemme. A tale sciagura contribuì pure un altro avvenimento. Rinaldo di Chàtillon, principe di Krac, e prima reggente di Antiochia, raccolta una carovana di musulmani che passavano davanti il suo castello per recarsi alla Mecca, ricusò di restituire i prigionieri di cui Saladino domandava la libertà. 11 sultano sdegnato di tale rifiuto, entrò nelle terre de’Cristiani con meglio di cinquantamila uomini. Asdhal di lui figlio capo dell’ avati-guardo, sconfisse il i.° maggio 1187 i due gran mastri dell’ Ospitale e del Tempio; indi il padre marciò verso Tiberiade, prese la città d’assalto, ma fu arrestato dalla valorosa resistenza della cittadella. Gui di Lusignano e tutti i principi Cristiani volarono allora a soccorso della piazza. Ivi, o piuttosto àd Ilittin nelle vicinanze di Tiberiade, seguì un combattimento che cominciò il 3 luglio e durò per tre giorni. I Cristiani oppressati dal numero e dalla sete, la fame e le fatiche, furono intieramente prostrati. Il re fu nel numero dei prigioni, non che il principe di Antiochia, e il gran mastro del Tempio, e ciò che fu ancora più fatale, la vera croce, benché non tutta interamente, ma la metà di quel legno sacro ch’era stato condotto in questo combattimento, cadde nelle mani degl’infedeli, come altra volta era caduta 1’Arca in quelle dei Filistei. Omar, nipote di Saladino, nel presentarla a questo principe gli disse : » È tanta la desolazione dei » Franchi che sembra questo legno non esser menomo » frutto di tua vittoria Saladino rientrato nel campo coudur fece alla sua tenda i prigionieri più distinti.