CRONOLOGIA STORICA gli idolatrava veduto il pericolo cui correvano circondò il luogo dell’assemblea ov’essi doveano essere giudicati, ed obbligò i senatori a sospendere il loro giudizio. L’imperatore s’offese di tale ritardo, e ne fé’ minaccia ai giudici. Finalmente Agrippina fu relegata all’isola Pandetaria, Nerone nella Ponzia e Druso di lui fratello confinato in un sotterraneo del palazzo. Sciano trionfava anelante di onori sempre maggiori. Ma l’imperatore nell’anno 3i avvertito di una cospirazione eli’egli tramava contro di lui, lo denunciò al senato, da cui fu condannato a morte il 18 ottobre , e la sentenza eseguita nel giorno stesso. Parecchi de’suoi partigiani rimasero involti nella sua rovina. Gli succedette Macrone nella prefettura delle guardie pretoriane; il suo genio era egualmente perverso ma più pericoloso perchè più accorto. Continuavano le proscrizioni, e gli omi-cidii. Nel 16 novembre dell’anno 33 morì Agrippina dai barbari trattamenti che provar le fece Tiberio. Finalmente questo tiranno finì la sua vita detestabile a Misene l’anno 3] il 160 26 marzo nell’anno settantottcsimo dell’età sua dopo un regno di ventidue anni sei mesi e ventisei giorni, ovvero dicci giorni di più a contare dalla morte di Augusto, e di ventisei anni sei mesi e quindici giorni dalla sua associazione all’ impero. Pretendesi essere stato soffocato da Macrone di cui si disse superiormente. Tra i vizii di Tiberio annoverasi la gozzoviglia, che dai motteggiatori facealo nominare Biberius Caldius Mero in luogo di Tiberius Claudias Nero. Tuttavolta viene da Tacito dipinto come Princeps anticjuae persinioniae. Ciò che prova esser lui stato veramente economo si è che senza aver mai oppresso il popolo nè approfittato delle confische, meno gli ultimi anni della sua vita, egli lasciò 2700 milioni di sesterzii vicies ac septies millies, vai dire pel valsente di 55o milioni di lire francesi, che vennero dal suo successore dissipate in meno di un anno. Egli sposato avea Vipsanfa Agrippina figlia del grande Agrippa, che Augusto gli fece abbandonare per dargli sua figlia Giulia. Dalla prima ebbe Druso avvelenato come si disse da sua moglie Livilla.