466 CRONOLOGIA STORICA elevano nell’Armenia e nei dintorni e tolse loro il castello Gastone. Attesi i lagni da essi fatti di ciò alla santa Sede, papa Innocente III, delegò l’anno 1210 il patriarca di Gerusalemme a far conoscenza di quest’affare. Livone citato da questo, ricusò di comparire e per conseguenza perdette la causa e fu scomunicato dal pontefice. Non si scorge ch’egli siasi dato pensiero per rivalersi di questa sentenza (Sponde). Questo principe mori l’anno 1219 ( e non il 1243 come nota il p. Monnier) lasciando una figlia minore sotto la tutela di Costante suo cugino, uno dei più possenti signori d’ Armenia. ISABELLA e FILIPPO. 1219. ISARELLA, figlia di Livone, che l’aveva fatta sua erede, a lui succedette in tenera età, ed ebbe a tutore Costante di lei congiunto e contestabile d’Armenia» Raimondo Rupino le contese una tal successione e riuscì a farsi riconoscere per re d’Armenia in Tarso. Ma indi a non guari, fu arrestato da Costante che lo relegò in un carcere ove morì (V. Samido 1. II. par. 3. c. 10). Il Lignaggio di Oltremare, dice, che fu ucciso dagli Armeni. Costante fece nell’anno 1221 sposare colla sua pupilla FILIPPO, terzogenito di Boemondo IY , principe di Antiochia. Questa scelta però non fu felice. Filippo in poco tempo si attrasse il disprezzo e l’odio de’suoi popoli mercè la sua irregolare condotta. Costante da lui privato d’ ogni potere, lo privò egli stesso di quello che gli aveva procacciato. Assicuratosi della sua persona lo fece morire l’anno 1222 in una prigione e si disfece nel tempo stesso dei settanta baroni (dei quali Monnier nella sua lettera sull’Armenia non conta che soli ventisei ) il cui attaccamento per quel principe mostrava non lascie-rebbero impunita la sua morte. Ridivenuto allora padrone del regno e della mano d’ Isabella, le diede a secondo sposo Aitone di lui figlio, sotto il cui nome egli esercitò il sovrano potere col titolo di bailo e di reggente. L’Ar-