3oo CRONOLOGIA STORICA di lettere egli aveva un ammirabile giudizio, ed una naturale eloquenza che trionfava di tutti quelli cui voleva persuadere. Non convien confonderlo sull’ esempio di Ba-ronio con altri due Narsete che fiorirono nel tempo stesso alla corte di Costantinopoli. L’uno fratello di Arazio di cui parla Procopio con elogio (de bello Goth. 1. II. c. 23) fu ucciso sotto Giustiniano nella guerra di Persia; l’altro celebrato da Teofane e amico di san Gregorio il Grande, fu arso vivo per ordine del tiranno Foca. ESARCHI DI RAVENNA I. L ON G I N 0. 568. Il patrizio FLAVIO LONGINO, inviato dalla corte di Costantinopoli per succedere a Narsete, giunse in Italia l’anno 568, e scelse Ravenna per luogo di sua residenza. Egli prese il titolo di esarca che già portava il governatore d’ Africa. Egli stesso diede il titolo di duchi ai governatori di Roma, della Pentapoli, di Napoli, ed altre città e regioni ancora soggette ai Greci. Il suo potere era senza limiti. Il solo contrassegno di dipendenza era la sua revocabilità. Venne in fatto richiamato l’anno 584 dopo aver fatto inutili sforzi per arrestare i progressi dei Lombardi in Italia. Egli consigliò per uno spirito di avarizia a Rosmunda vedova e ucciditrice di Alboino, di avvelenare il suo amante. Questi nel bere la fatai tazza che gli era stata da lei presentata come eccellente bevanda, accortosi del misfatto, la obbligò a trangugiarsi il resto, e così trascinolla seco alla tomba. La morte di questi due colpevoli rese l’esarca padrone dei tesori eh’ essi avevano portati a Ravenna.