7o CRONOLOGIA STORICA anni, sci mesi, e quindici giorni. Traiano possedeva la più parte delle virtù che fanno eccellente un principe ; ma vi accoppiava altresì vizii insigni quali la gozzoviglia ed altri che non è permesso nominare. Un’ altra macchia alla sua memoria si è la persecuzione da lui fatta ai Cristiani non con alcun editto contra loro emanato, ma col-l’ordinare e permettere l’esecuzione delle leggi proferite contro quelli che introducevano nuove religioni. E nota la lettera che gli scrisse in tale proposito Plinio il Giovine mentr’ era proconsole nella Bitinia, e la risposta ricevutane. Domandava Plinio cosa far dovesse di coloro che gli venivano denunciati per Cristiani, e se punir dovesse gli accusati che abiuravano il Cristianesimo dopo averlo professato al pari di coloro che persistevano nel professarlo; locchè tanto più lo imbarazzava quanto che dopo accurate indaggini egli nulla di riprensibile avea trovato nei costumi e nella condotta dei Cristiani; e nonostante egli non tralasciava di condannar a morte quelli che ricusavano di sacrificare agli idoli. La risposta di Traiano fu doversi punire quelli che venivano accusati se si professavano per Cristiani, e porre in libertà come innocenti gli altri che sacrificavano agli Dei, per quanto d’altronde fossero sospetti. Proibiva nel tempo stesso di ricercarli, e aver riguardo alle accuse ove non fossero che libelli anonimi. Ma s’erano colpevoli perchè non rintracciarli? e se non lo erano perchè punirli? Del resto questo imperatore trattò i suoi popoli con estrema dolcezza. Nemico degli eccessivi tributi, paragonava il fisco alla milza, la quale a misura che gonfia fa disseccare le altre membra del corpo. Non meno nemico delle delazioni dichiarò infami quelli che ne facevano professione. Era una delle sue massime esser minor male di lasciare impunito un malvagio, che condannare un’ innocente. Sono senza numero i ponti, gli argini, le pubbliche strade fatte da lui costruire per arrestare le inondazioni e facilitar la comunicazione reciproca delle grandi città. Molte ne ornò, soprattutto Roma con magnifici pubblici edifizii. Nell’anno ii4 spianar fece in quella capitale del mondo una montagna di centoqua-rantaquattro piedi di altezza per farvi uno spazio piano in mezzo a cui innalzossi una colonna di pari altezza, eh’ è