CRONOLOGIA STORICA » ratiere. Ciò nonostante si verificò il prodigio clic non si » poteva guari sperare, c per la superiorità del genio n conciliatore di Diocleziano durò quasi per dodici anni ; » e da un sistema viziosissimo per propria natura due gran » beni risultarono all’impero; l’uno che la milizia comin-» ciò a rispettar di più la vita de’suoi imperatori in tal » guisa moltiplicati; l’altro clic le provincie di ciascun » riparto sopracaricate a dir vero del peso di una corte » dispendiosa , ma sorvegliate più da vicino, più pronta-» mente soccorse, furono con maggior interesse e vigore » difese da’ sovrani, di quello che lo erano state per l’in-» nanzi da generali indifferenti per la gloria del loro » principe c sovente ribelli » . Nell’ anno 296 Diocleziano passò in Egitto per far guerra al tiranno Achilleo, assediò Alessandria di cui si rese padrone in capo ad otto mesi, fece prigioniero Achilleo e domò 1 Tebani che avevano avuto la maggior parte alla sua ribellione. Per conservarli soggetti egli arrotò tutta la loro gioventù formandone tre legioni che furono chiamate: i.° JoviaJelix The-baeorum, 2.0 Maximiana Thebaeoruin e 3.° Dioeletiami Thebaeoruin (Rivaz). Nel 3o3 ad istanza di Galerio cominciò in Nicomedia mercè un’ editto pubblicato il 23 febbraio, la nona e la decima persecuzione contra i Cristiani che sino allora erano stati da lui favoreggiati c preferiti a tutti gli altri negli impieghi che richiedevano confidenza. Essa produsse tanti martiri clic i nemici del Cristianesimo vantavansi di aver ad esso recato il colpo mortale. Vedesi ancora una medaglia di Diocleziano con questa inscrizione: Nomine Christianorum deleto. Dopo la sua esaltazione questo principe non aveva per anche veduta Roma. Vi si recò l’anno stesso 3o3 in compagnia di Erculeo verso la fine di autunno per celebrare il 17 novembre un trionfo che fu 1’ ultimo che Roma avesse veduto giammai. L’Africa e la Bretagna, il Reno e il Danubio fornirono per questa festa de’ trofei magnifici. Precedevano il carro imperiale i quadri de’ fiumi, delle montagne e delle provincie. Le imagini delle mogli, delle sorelle e de’figli del gran Re eh’erano state prese e poscia restituite al momento della pace formavano uno spettacolo non più veduto, e lusingava la vanità del popolo (Ved. Nar-