I74 CRONOLOGIA STORICA nerali. II più pericoloso di lui nemico fu Vitaliano maestro della milizia c nipote del celebre generale Aspar. L’interesse della religione servì di pretesto alla sua rivolta. Si vide allora per la prima volta T ortodossia armata in sua difesa. Sino allora i fedeli non aveano opposto ai tiranni che la pazienza e la irremovibile fermezza della Ior Fede in mezzo ai tormenti. Anastasio spedì Ipacio di lui nipote contra il ribelle che avvicinavasi a Costantinopoli con formidabile esercito. Ipacio fatto prigioniero in un’azione, fu rinchiuso entro una gabbia di ferro che venne tirata sopra un carro al seguito del vincitore. Finalmente dopo aver devastata la Scizia, la Mesia e la Tracia, Vitaliano astrinse l’imperatore d’entrar secolui in trattati. Anastasio promise di richiamare i vescovi esiliati, e di non più inquietar i Cattolici. A queste condizioni Vitaliano congedò le sue milizie, e visse tranquillo alla corte col solo titolo di generale della Tracia, da lui posta a devastazione. Tanta era la debolezza di Anastasio! egli aveva però alcune buone qualità naturali, ed operò cose che gli attrassero alti en-comii, quale la abolizione degli spettacoli, ossia d’uomini alle prese colle fiere, la venalità delle cariche, il tributo vergognoso detto crisargirio che sussisteva da Vespasiano in poi. Per guarentire Costantinopoli contro le scorrerie dei barbari egli fece erigere una muraglia di circa diec’otto leghe fortificata di tratto in tratto di torri, che stendevasi dal settentrione sino al mezzodì dall’uno sino all’altro dei mari che bagnano la città. Quest’opera lodata per la sua utilità, dice Condillac, non era in sostanza die un monumento della debolezza dell’ impero. Anastasio fece inoltre costruire degli aequidotti nella città di Gcrapoli, edificò un ponte a Cesarea e ristabilì il faro di Alessandria } tre opere che non si conoscono che mediante l’oratore Procopio. Quel principe morì la notte dell’8 al g luglio 5i8 in età di anni ottantotto dopo un regno di ventisette e tre mesi meno alcuni giorni. La sua morte restituì la pace alla Chiesa. Ariadne di lui moglie Pavea da tre anni preceduto al sepolcro.