DEGLI IMPERATORI ROMANI 73 Podio concepito contra i Cristiani prevaleva sulle buone disposizioni dell’ imperatore a loro riguardo. Se si dà fede a Lampridio, questo principe avea anche avuto il disegno di stabilire pubblicamente il culto di Gesù Cristo. » E » perciò, die’egli, che avea fatto costruire in diversi luo-» ghi dei templi, senza collocarvi verun idolo». Ma con tutto questo zelo lodevole i suoi costumi non erano meno corrotti. E nota la sua passione per Antinoo attcstata dalle medaglie, dalle statue, dai templi, dalle città e dalla costellazione consacrate a quel favorito cui egli non arrossiva di collocare persino nel catalogo degli Dei. Nell’anno i3t Adriano rese un grande servigio allo stato pubblicando l’editto perpetuo composto da Salvio Giuliano perchè avesse a servir di norma ai pretori, e al quale non fu loro permesso di nulla innovare. Sino a quel tempo ciascun pretore al suo entrar in carica faceva conoscere con un editto le forme e i principii cui egli si atterrebbe nell’amministrazione della giustizia. In tal guisa la giurisprudenza variava da un anno all’altro, secondo i lumi e l’equità dei pretori che si succedevano. L’ultima malattia di Adriano che fu lunga e resistette ad ogni arte medica, lo rese per disperazione crudele. Non potendo darsi morte per mancargli qualunque stromento che gli veniva negato, ordinò quella di parecchie persone distinte, querelandosi di esser padrone dell’ altrui vite senza poter dispor della propria. Nel novero di queste vittime fu sua moglie Giulia Sabina pronipote di Traiano da lui sposata l’anno 100, fatta avvelenare pochi giorni prima di sua morte. Benché Adriano non abbia regnato interi ventun anni, tuttavolta sovra alcune medaglie egiziane vedesi notato Panno suo ventiduesimo. Ciò deriva, come si è detto altrove, perchè gli anni degli imperatori non si contavano in Egitto dal giorno preciso del loro avvenimento al trono, ma dal mese thoth che avea preceduto tale avvenimento. Adriano introdusse l’uso dei rescritti ^ ossia lettere del principe, colle quali decideva sugli affari che avea a se attribuito, 0 li faceva da altri giudicare. Egli fu il primo imperatore che prendesse de’ cavalieri a sccretarii e sovraintendenti della sua casa, laddove i suoi predecessori non aveano che i loro liberti sì per la propria persona,