CRONOLOGIA STORICA servi per Ottone clic a.l aumentare la somma de’suoi de' Liti alimentando il suo gusto per la prodigalità. Rovinato del tutto non vide altro spedicnte per lui clic 1’ impero. Nell’ anno 69 dimenticando quanto doveva al suo benefattore, si collcgò colla fazione ribellata contro Galba, la quale appena lo vide lo salutò imperatore. A Roma si congiunse a riconoscerlo l’Oriente. La Germania però crasi dichiarata a favor di Viteliio. Questi fé’ avanzare i suoi generali Cecina e Valente per combattere il suo rivai nel-1’ Italia. Gli venne incontro Ottone, e nel 14 aprile segui battaglia a Bedriaceo tra Verona e Cremona presso l’Oglio. Tiziano fratello di Ottone ch’era rimasto a Bersello perdette in essa la vita. Dicesi che un soldato giunto il giorno dopo ad annunciargli questa novella, dopo il racconto fattone siasi ucciso. Ottone malgrado i grandi spedienti clic i suoi amici gli facevano intravedere non potè sopravvivere alla sua sciagura. Invano Io esortarono a riserbarsi a migliore fortuna; invano le sue truppe gli attcstarono il maggior coraggio e lo zelo più ardente nel servirlo. Non potendo risolversi ad esporli per suo conto a nuovi pericoli, li ringraziò teneramente dell’alletto che conservavano a suo riguardo, li accommiattò poscia, e all’indomani i5 aprile al romper del giorno si trafisse il cuore, dicendo: Meglio è che uno perisca per tutti di quello che tutti per uno. Dice Condillac clic la sua morte fa vedere eli’ egli sarebbe stato capace di virtù in un secolo clic avesse avuto costumi. Tre mesi ossia novanta giorni formarono tutta la durata del suo regno, e trentasette del viver suo. VITELLIO. 69. AULO VITELLIO, figlio dì L. Viteliio stato tre volte console e di Sestilia , nato il 24 settembre dell’anno i5, fu proclamato imperatore il 2 gennaio dell’anno 69 a Cologna dall’esercito della bassa Germania, di cui Galba gli avea conferito il governo. Dopo la vittoria di Bedriacco giung’egli il 25 maggio al campo di battaglia coperto di cadaveri il cui puzzo infettava l’aria. Egli si fermò ad osservarli, dicendo che un nemico morto sa sempre di buo-