DEI DUCHI DI SPOLETO 33; VII. TRASIMOiNDO II. 724. TRASIMONDO, figlio di Faroaldo, era in possesso del ducato di Spoleto sino dal mese di inaggio 724, come risulta da una donazione a quel tempo da lui fatta al monastero di Farfe. Egualmente indocile col suo re, come lo era stato con suo padre, ribellossi P anno 740 contra Liutprando per la seconda volta. Fattoglisi incontro il monarca alla testa di un’ armata per trarlo alla ubbidienza, Trasimondo riparò a Roma, ove dal papa, dal duca e da tutta la nobiltà, venne accolto a braccia aperte. Liutprando allora il depose, e intimò ai Romani di consegnargli il ribelle. Ma papa Gregorio III , implorò l’aiuto di Carlo Martello, duca dei Francesi. Egli però non ricevette che parole, e morì in castigo. Zaccaria suo .successore chiese grazia per Trasimondo, e la ottenne a condizione però che il ribelle abbracciar dovesse Io s.tato ecclesiastico, ch’era il trattamento fatto da lui subire al proprio genitore. Vili. I L D E II I C 0. 740. ILDERICO, ottenne dal re Liutprando il ducato di Spoleto, dopo la deposizione di Trasimondo, ma non vi si potè mantenere; poiché Trasimondo nel 741 riconquistò pressoché tutto il suo stato. Da questo momento Ilderico disparve, e non n’ è più parlato nella storia. IX. A N S P R A N D 0. 741. ANSPRANDO o AGIPRANDO , nipote del re Liutprando, fu creato duca di Spoleto da suo zio, dopo il recesso d’Ildcrico. Trasimondo allora si credette obbligato di tenergli fronte. Ma inteso che Liutprando si av-vanzava contra lui colle truppe Romane unite alle sue , venne a gittarsi a’ piedi di quel principe che gli accordò il perdono, a patto che abbracciasse lo stato ecclesiastico. T. III. 22