DEGLI IMPERATORI ROMANI i39 pienamente verificata la profezia di Gesù Cristo, uscirono dal sito stesso spaventevoli vortici di fiamme, al cui scoppio rimasero arsi gli artieri. Un tale prodigio fu veduto rinnovellarsi ad ogni volta che si volle ripigliare il lavoro, e obbligò finalmente ad abbandonarlo. Questo avvenimento non è soltanto attestato dagli scrittori Cristiani, ma Io è dallo stesso Ammiano Marcellino, autore addetto al Paganesimo e contemporaneo, che non lia altra mira che quella di raccontare un fenomeno straordinario. Giuliano nell’ anno stesso facendo guerra ai Persiani riportò nell’in-seguirli un colpo di freccia che gli trapassò il fianco sino al fegato, e mori di questa ferita un poco prima la mezzanotte del 26 venendo il 27 giuguo dell’ anno 363 nel trentaduesimo dell’ età sua dopo averne regnato sette c mezzo, da chè era stato cx'eato Cesare, tre circa da che aveva preso il titolo di Augusto, e venti mesi soltanto non compiuti dopo la morte di Costanzo. Giulia Elena, figlia di Costantino e di Fausta da lui sposata nel 355 morì senza figli Panno 36o. In lui si spense la famiglia di Costanzo Cloro sì florida sotto Costantino. Se si dà retta a un moderno, questo principe non fece mai morire verun Cristiano. » Egli non li perseguitava, die’egli, ma li la-» sciava godere dei loro beni da giusto imperatore, e » scriveva contro di loro da filosofo ». Nondimeno Eutropio protesta (1. X. ) che Giuliano perseguitò troppo ardentemente la religione Cristiana. Anche Ammiano Marcellino (I. XXV.) biasima l’ingiustizia delle sue leggi contra i Cristiani e i suoi artifizii per fomentar tra essi la discordia. La testimonianza di questi due Pagani è al disopra di ogni suspicione. D’ altronde gli atti pubblici del suo tempo ci danno a conoscere un gran numero di martiri, fatti dai governatori delle provincie per di lui consenso o pei suoi ordini. Meno ciò Giuliano fu un gran principe, e forse non inferiore a veruno di quelli clic avevano prima di lui occupato il trono dei Cesari. Questa è la testimonianza che gli rende il poeta Prudenzio con i versi seguenti ch’esprimono assai bene il suo carattere: