72 CRONOLOGIA STORICA senza comportare però per basso sentimento di gelosia che essi avessero ragione verso di lui. Bandì l’architetto Ap-pollodoro e qualche tempo dopo lo fece morire sotto falso pretesto di aver osato disapprovare il disegno da lui fatto di un tempio , sul quale Io avea richiesto del suo consiglio. È ben facile imaginare che egli avrà avuto assai pochi coutraddiccnti. Come, diceva il filosofo Favorino, come mai resistere a un uomo che lia al suo comando trenta legioni armate ? Adriano ebbe un altro difetto che fu quello di essere diffidente e sospettoso verso i grandi ; trattando peraltro maisempre il popolo colla maggiore umanità, lutte le città da lui percorse ne’suoi viaggi provarono le sue liberalità. Egli riedificar fece Gerusalemme e gli diede il nome di Elia. In tale occasione ribellatisi contro di lui gli Ebrei nell’anno 134 e postisi sotto gli stendardi di un preteso Messia chiamato Barchochebas, si attirarono di nuovo adosso le armi romane, le quali pel corso di una guerra di tre anni ne trucidarono cinquecen-tottantamila ; dopo di che, fu loro proibito di più rientrare in quella città, e nemmeno di sguardarla da lungi. Per toglier loro la speranza di potervisi avvicinare, fu posto un porco di marmo alla porta che riguardava a Betlemme. In tal congiuntura Adriano confuse colla Cristiana l’Ebraica religione, facendo erigere un idolo di Giove nel sito della resurrezione di Gesù Cristo, e uno di Venere al Calvario. Nè fu a ciò contento : piantar fece un bosco ad onore di Adonide a Betlemme, e gli consacrò la stalla in cui era nato il Salvatore. Questo principe s’ astenne però dal perseguitare i Cristiani. Eusebio ci ha conservato quel celebre rescritto di cotesto imperatore spedito l’anno 126 a Mi-nuzio Fondano proconsole in Asia, e composto sovra le sagge rimostranze di Serenio Graniano predecessore di Mi-nuzio. Serenio in una lettera ad Adriano avea rappresentato quanto fosse ingiusto di condannar i Cristiani sopra vaghe delazioni ed accuse senza prima averli giudicati nelle forme, o convinti di qualche delitto. Adriano col suo rescritto vietò di far morir chichessia se non dopo accusa e convinzione giuridica. Ciò però non fu bastante perchè non vi fossero de’martiri anche in Roma sotto questo regno come si vede negli atti di santa Sinforosia; tanto