18 nedice e le persone e le armi; e le armi barattano, e si danno il bacio. Oli Epiroti slavi in quell’atto profferiscono queste belle parole: il mio corpo è il corpo tuo, la mia anima è l’anima tua. In Serbia con sola una voce si chiamano pobràtime, poséstrima, come fratello, come sorella. Ed hanno un altro titolo meno stretto di questo, il titolo di compagno-, la qual seconda società stringono co’ Turchi stessi, e fin nella guerra la osservano. Nel 1815 Milosio prima d’insorgere alle armi, avvertì del pericolo imminente un Turco amico suo; e accompagnatolo in salvo, incominciò la sommossa. S’ha per amico in questo buon popolo il servitore stesso; e lo chiamali fratello (1). E più famiglie, così come in Albania, vivono in una medesima casa concordi (2). La sicura uguaglianza dell’affetto mansueto rende la vita meno nfelice che gl’ impeti dell’amore. A quel ramo della stirpe slava che più propriamente distinguesi col nome di Serbica, appartengono e la Bossina e l’Erzegovina e il Montenegro, e la Dalmazia, tranne le colonie italiane, abitanti le coste. La Bossina, da taluni in antico detta Mesia, la quale i Serbi denomina Vlacchi, e i Dalmati Morovlacchi o Morlacchi, quasi Valacchi del mare (valacco è nome in origine non proprio, come Pe-lasgo e simili), la Bossina, per secoli molti fu parte di Serbia, ma ebbe i suoi bani. Serbica, ripeto, la razza: più grande la persona che snella, largo il capo e grosso, la fronte quadra e sporgente. Coraggioso e prudente, e non feroce; affettuoso e fermo, generoso e risparmiatore, non ambizioso, sincero (e solo il sospetto dell’altrui perfidia può tentarlo a perfidia). Amante la patria (3), la famiglia; riconoscente, ospitale (4). Dopo spento il nome Serbico, conservò la Bossina il suo, e l’arme propria: una luna e (1) II, 431. (2) II, 326. (3) Boué, II, 62, 63. (4) IV, 108, 119.