CANTI ILLIRICI 327 E dietro a lui la sciabola strascica Per il nostro marmoreo lastrico: E in man tiene lo schioppo. 175 Poi vedessi (Serba maledetta!) Accanto al mio gran cognato Oiusuffo, Accanto gli sono due Serbi guerrieri, E guardano 1’ agà legato. All’uno sono in cintota due pistole, 180 Senz’alcun coltello o coltella: Le man tiene sulle pistole ambedue, E lo schioppo sull’omero manco. Egli coll’ agà ragiona, accorto in vista. L’altro Serbo eh’è presso a lui, 185 Neri baffi l’inombrano; E più bello è di qualsiasi fanciulla. Il fine schioppo egli ha volto di qui, Aspetta il Signor mio alla finestra, Quando s’ alzi dal morbido letto. — 190 Un po’ la donna il capo sporse: Quando vede altri sei Serbi, Che gli schioppi tengono stretti, E seggono della città sulle porte. Badano i Serbi a attaccar la battaglia. 195 Impaurisce, cade sul letto; Più non osa dire alla schiava; Ma la interroga la signora a bassa voce: Dimmi ogni cosa per ordine, ancella, (173) Lo spianato, selciato, presso la porta di città. (175) Colla paura le cresce la rabbia. (180) Lett. Cangiar ro. (184) Aggiungo: in vista, a chiarezza. (185) Nausniza, baffo del labbro di sopra. (197) E per non destare il marito, e dall’avvilimento del terrore. (198) Virg. Ordine pando. [Aen. Ili, 179]. (198) Ora più non la oltraggia. Ha di bisogno di lei.