DEI RE DI MACEDONIA 3ü5 eseguire i suoi ordini. Nicia che per ubbidire avea gettato in mare tutt’i tesori clic Perseo teneva a Pella, provò lo stesso trattamento di Andronico, e persino i palombari che aveano riparato a questo fallo ritirandone i tesori dal fondo dell’ acque, non ebbero miglior sorte. I Rodii, corrotti da Perseo, minacciano ai Romani col mezzo de’ lor deputati di unirsi a lui ov’essi non gli accordino la pace \Liv. /. 44)i ma queste minaccie vengono disprezzate. 168. Paolo Emilio, nominato console, parte per la Macedonia col pretore Gn. Ottavio, che comandava la flotta. Un’armata forte di trentamila uomini, de’quali meglio che dodicimila d’infanteria romana, avea prevenuto l’arrivo del console in Macedonia. Perseo fruga soccorso in ogni lato, ma la sua avarizia gliene fa perdere di considerevoli. La sua oste era nondimeno più forte di diecimila uomini sopra quella dei Romani. Per questa superiorità egli crede poter avventurare una battaglia. Il console vi stava già dal canto suo apparecchiato. Cominciò l’azione il 22 giugno (1) sotto le mura di Pidna. Perseo vedendo rotti dai nemico i suoi battaglioni, anzi che respingerlo vigorosamente, come avrebbe potuto fare, prende da vile la fuga. Ventimila de’suoi soldati rimangono sul campo di battaglia, gli altri lo seguono sino a Pella. Trambasciato in modo di non essere in istato neppur di ricevere consigli, egli pugnala di propria mano due ufficiali di sua famiglia, i quali venivano a rappresentargli ciò eh’ egli avesse a fare per trarsi dalla critica situazione in cui s’era impigliato. Da Pella ove non si trovava in sicuro benché fosse la piazza più forte del suo regno, egli si trasferisce precipitosamente ad Anlìpoli, facendovi imbarcare il suo tesoro che menava seco dappertutto; e di là passa con alcuni vascelli a Ga-lisso (lito Livio), od Alesso (Plut. Vita dì Paola Em.) e all’ indomani giunge all’ isola di Samotracia. Il console intanto impadronitosi del campo, ne distribuisce il bottino alla sua infanteria, abbandonando alla cavalleria i paesi dei dintorni, ad eccezione delle cit- (1) L'indomani dell’eclisse lunare del 11 giugno, di cui parla T. Livio lib. 44.